domenica, Luglio 25, 2021
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Dana Farrugia: “Malta abbraccia il futuro con le nuove tecnologie”

Dana Farrugia è l’amministratore delegato di Tech.mt, una fondazione istituita in collaborazione tra il Governo di Malta e la Camera di Commercio di Malta per promuovere la strategia nazionale per la tecnologia e l’innovazione. Questa realtà è impegnata a garantire la crescita del settore per la tecnologia e l’innovazione, concentrandosi principalmente su IA, blockchain, IOT, servizi cloud, analisi dei dati, sviluppo di software, robotica, sicurezza informatica e ricerca di soluzioni innovative.

Dana Farrugia ha lavorato nel settore delle telecomunicazioni per quattordici anni, specializzandosi principalmente in reti mobili, fisse, internet, tv, fibra ottica e IP a Malta. Ha lavorato anche presso il Ministero dell’Economia, degli Investimenti e delle Piccole Imprese per sei anni, dove ha sviluppato una profonda conoscenza delle esigenze delle diverse imprese locali e acquisito una certa notorietà anche in ambito internazionale. In un’intervista esclusiva abbiamo parlato con lei di nuove tecnologie, e di come procede l’azione di Malta per agganciare nuove opportunità di sviluppo.

Ms Farrugia, Malta è vista da tempo come un’economia basata sulla tecnologia. Un insieme diversificato di settori sostenuto da un forte settore tecnologico e ICT. E’ un quadro realistico? E qual è la situazione attuale?

“Malta ha un settore tecnologico e digitale forte, e una base solida per competere nel nuovo futuro; tuttavia, non c’è ancora spazio per l’autocompiacimento. Durante la pandemia, i settori ICT & tech hanno effettivamente aumentato il loro valore aggiunto lordo rispetto all’anno precedente, mostrando una forte resilienza. Nel secondo trimestre, un margine molto ristretto del settore Tech lo pone a contribuire a quasi il 10% del Valore Aggiunto Lordo, e questo di fatto è aumentato di oltre il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In parallelo, la produttività del settore ha determinato la sua crescita più forte di sempre nell’ultimo decennio, rendendo Malta attrattiva e attirando una forza lavoro sempre più qualificata, sostenuta da proposte educative sempre più mirate, robuste infrastrutture di telecomunicazione e vari incentivi”.

Che cosa rende Malta attraente per il settore tecnologico nell’ottica di insediarvi un nuovo progetto di business?

“L’ecosistema maltese è il risultato di vari investimenti del passato. Oggi disponiamo di un’infrastruttura di telecomunicazioni molto forte, alimentata da cavi in fibra ottica, con una potente connettività internet e una banda larga in aumento, in grado di soddisfare una crescita della domanda. Siamo attivi e puntuali anche nella sperimentazione della rete 5G. Sempre in ambito tecnologico, la nostra forza lavoro di lingua inglese è altamente qualificata e di talento, grazie anche a varie collaborazioni tra gli enti di formazione e le imprese per l’alternanza scuola-lavoro. La nostra posizione, pur essendo un’isola, ci garantisce una buona connessione con tutti i principali hub europei, con voli frequenti e di breve durata. Il sistema fiscale di Malta, inoltre, rimane uno dei più competitivi, con incentivi di varia natura e numerose misure di sostegno che il governo sta lanciando per sostenere gli investimenti privati attraverso crediti d’imposta, sovvenzioni e sostegno alle attività di ricerca e sviluppo”.

Il settore tecnologico è in rapida evoluzione e quindi richiede a qualsiasi tech-hub di agire in anticipo rispetto ai cambiamenti in atto. Quali sono secondo lei le sfide di Malta a questo proposito? E come stanno agendo il Governo e il mondo dell’impresa?

“Finanziare l’innovazione è fondamentale in fase di startup. L’accesso ai finanziamenti è un elemento chiave nella costruzione di ecosistemi di innovazione, compresi quelli legati alla tecnologia e all’economia digitale. Malta deve rafforzare ulteriormente questo elemento attraverso il capitale di rischio e altri programmi di private equity. Anche la Banca di Sviluppo di Malta può svolgere un ruolo importante nel colmare questa lacuna.

Un’altra questione importante è il settore pubblico abilitato e digital-to-the-core. Il successo di Malta in questo ramo è dovuto anche alla spinta e all’impegno di vari governi in ambito digitale. L’ultimo indice DESI, in cui Malta si è piazzata al 5° posto, ha messo in evidenza proprio il ruolo chiave dei servizi pubblici digitali. Anche se si sta facendo molto, necessitiamo di continuare a correre affinché il settore pubblico possa diventare non solo un traino per la crescita.

Non possiamo inoltre dimenticare l’educazione digitale, la riqualificazione e l’upskilling. Il futuro dell’economia digitale richiederà un nuovo bagaglio di competenze. Con le nuove tecnologie come l’internet delle cose, la blockchain, la realtà virtuale e l’avvento del 5G, lo sviluppo di professionalità sarà fondamentale per il successo di qualsiasi impresa e di qualsiasi economia. È quindi importante che le nostre istituzioni educative, comprese le scuole primarie e secondarie, comincino ad attrezzare la nostra futura forza lavoro. Allo stesso tempo, sarà necessario riqualificare e migliorare le competenze della nostra attuale forza lavoro: a tal fine, Tech.mt lavorerà per continuare a far collaborare le imprese con le realtà formative”.

Cosa pensa rispetto alle regolamentazioni e agli standard normativi in ambito tecnologico? Rappresentano un valore aggiunto o un freno allo sviluppo di nuove imprese?

“Malta ha costruito un’economia diversificata sulla base dell’innovazione normativa. Settori chiave come il gaming, i servizi finanziari e la produzione farmaceutica sono tutti basati sul potere della regolamentazione. Dobbiamo continuare a investire sulla disciplina normativa di nuovi settori economici che siano focalizzati sulla digitalizzazione. Malta ha già iniziato a percorrere nuove strade, tra cui la Blockchain e l’Intelligenza Artificiale, e ha creato il nuovo ente MDIA. In futuro, è fondamentale garantire che l’intero ecosistema sia funzionante e non frammentato. Dobbiamo assicurarci di essere all’avanguardia, perché il futuro che stiamo costruendo non va misurato oggi stesso: lascerà il suo segno per molti anni”.

Come vede lo sviluppo della tecnologia Blockchain e della Blockchain Island a più di due anni di distanza dalla legislazione che ha reso Malta un paese pioniere in questo campo?

“La Blockchain è una tecnologia trasversale che trasformerà vari settori economici e faciliterà vari processi. Agevolerà settori chiave come la finanza, le assicurazioni, il KYC e la due diligence, la finanza commerciale e altre aree chiave. Porterà anche benefici tangibili ai processi e alle procedure governative, compresi i principali registri delle imprese e e dei terreni, agevolando le attività economiche e gli investimenti.

Malta ha lanciato un processo volontario di certificazione Blockchain per garantire che soddisfi una serie di criteri tra cui, ma non solo, i contratti intelligenti e la sicurezza informatica. È vero che il percorso non è molto rapido: le prime licenze sono state rilasciate solo di recente. Tuttavia questo sta a dimostrare il rigore che supporta i processi, e che attirerà le migliori aziende. Credo che la Blockchain continuerà a espandersi, incrementando la sua applicabilità e il suo impatto sull’economia. Credo nella possibilità di continuare a vedere un numero sempre maggiore di aziende pronte a sviluppare nuovi progetti, a partire dal nostro Paese”.

Quali sono, secondo lei, gli elementi necessari o la pietra angolare di una strategia digitale?

“Una strategia per essere efficace deve essere semplice e basata su due priorità: favorire lo sviluppo di un ecosistema digitale ad alte prestazioni, e migliorare le capacità e le competenze digitali. Favorire lo sviluppo di un ecosistema digitale ad alte prestazioni richiede dunque infrastrutture, connettività, attrezzature adeguate, competenze digitali, capacità organizzative e incentivi stimolanti. In questo senso Tech.MT, il governo e gli altri stakeholder stanno già facendo molto per garantire che l’ecosistema resti competitivo. Gli investimenti in connettività, telecomunicazioni, spazi industriali e anche in incentivi sia fiscali che non, continuano a rendere Malta un hub attraente”.

Giovanni Guarise
Giornalista professionista dal 2010, nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa, realizzando approfondimenti e focus per diversi quotidiani, e collaborando nelle attività di comunicazione per un'associazione di categoria in Veneto
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