Il 4° Rapporto annuale sull’attuazione degli accordi commerciali dell’Unione Europea nel 2019, pubblicato di recente, mette in evidenza i vantaggi derivanti dall’espansione della rete commerciale globale attraverso accordi e trattati. Nonostante non manchino le tensioni nel contesto commerciale globale, lo studio dimostra che gli accordi commerciali stipulati dall’UE hanno spianato la strada per un commercio equo e sostenibile, consolidando il quadro delle regole internazionali.

Va ricordato che attualmente Malta, grazie all’UE, dispone della più grande rete commerciale del mondo, con 45 accordi commerciali applicati che coprono 77 paesi partner. La quarta relazione annuale, che include il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, copre i 36 più importanti accordi commerciali praticati a livello europeo con 65 diversi Paesi.

Il rapporto, dunque, si è focalizzato nell’analisi degli scambi con questi 65 partner, compresa Malta, che durante lo scorso anno hanno segnato una crescita media dei loro flussi commerciali pari al 3,4%, mentre il commercio estero complessivo dell’UE è cresciuto del 2,5%. Gli accordi commerciali dell’UE con il Canada e il Giappone, in particolare hanno dato particolare impulso al commercio, rispettivamente del 25% e del 6% circa dalla loro entrata in vigore.

Sempre secondo il rapporto, gli accordi commerciali dell’UE coprono un terzo del commercio estero con i paesi terzi, e nel 2019 hanno raggiunto quota 1.345 miliardi di euro, contribuendo per 113 miliardi di euro al surplus commerciale complessivo dell’UE, pari a 197 miliardi di euro, e rivelandosi particolarmente importanti per le PMI europee che commerciano al di fuori dell’UE, il cui numero è cresciuto in media del 6% tra il 2014 e il 2017.

Osserviamo, in sintesi altri numeri significativi:

  • Le esportazioni agroalimentari dell’UE verso i partner commerciali sono aumentate dell’8,7% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni di prodotti agroalimentari verso il Giappone sono addirittura aumentate del 16%.
  • Le esportazioni di beni industriali dell’UE sono passate dal +1,9% nel 2018 al +3,7% nel 2019.
  • Le prime tre categorie, che comprendono macchinari, prodotti chimici e mezzi di trasporto, hanno registrato tassi di crescita rispettivamente dell’1,5%, del 6,3% e del 5,7%.
  • Le esportazioni UE di macchinari e prodotti farmaceutici verso il Canada hanno registrato una crescita impressionante, rispettivamente del 15% e del 18%.

A proposito di Canada, il rapporto mostra altresì che nel 2019, durante il secondo anno di entrata in vigore, l’accordo UE-Canada (CETA) ha aumentato gli scambi bilaterali del 24,5% rispetto a quelli pre-CETA tra il 2015 e il 2017; ha spinto i beni industriali come macchinari e prodotti farmaceutici a crescere del 15% e del 18% solo nell’ultimo anno; ha portato il Canada dal nono all’ottavo posto nella graduatoria dei mercati di destinazione dei prodotti agroalimentari dell’UE. Le facilitazioni nell’accesso al mercato canadese nell’ambito dei contingenti esenti da dazi CETA, inoltre, ha visto il valore delle esportazioni di formaggio dell’UE verso il Canada aumentare del 15% nel 2019, rispetto al 2018.

Allo stesso tempo, l’attuazione dell’accordo di partenariato economico tra l’UE e il Giappone, uno dei partner commerciali più importanti per Malta, ha incrementato gli scambi bilaterali di merci del 6% in tutti i settori rispetto al 2018; ha favorito in particolare le esportazioni dell’UE in categorie con forti tagli tariffari, come i tessili, l’abbigliamento e le calzature, che sono cresciuti in media del 10%; e ha sostenuto un’impennata del 16% delle esportazioni agroalimentari dell’UE, che rappresentano il 12% delle esportazioni totali dell’UE verso il Giappone.

In conclusione, come rimarcato dal Commissario europeo per il Commercio Valdis Dombrovskis, in un momento di crisi per l’economia europea, il commercio internazionale diventa sempre più essenziale, e gli accordi commerciali facilitano la crescita delle PMI europee attraverso l’accesso verso nuovi mercati con un taglio netto dei dazi doganali. Gli accordi con il Canada e il Giappone sono solo l’esempio di un modello da seguire per entrare definitivamente in una rete commerciale globale ben regolamentata che possa spalancare alle nostre imprese le porte del mondo.