Blockchain Island? Non più. O meglio: non solo. Malta guarda sempre più avanti e la sua prospettiva è di diventare una “Digital Island” a 360 gradi.

Lo ha confermato Kearon Bruno, il presidente del nuovo Think Tank sulla Digital Economy istituito nel mese di giugno del 2020 come organo consultivo per diversificare la proposta di sviluppo economico dell’isola.

In un’intervista rilasciata al Coin Telegraph, Bruno ha dichiarato: “Stiamo abbandonando l’idea della Blockchain Island, vogliamo diventare una Digital Island. Riteniamo di poter avere maggiori benefici da un approccio più olistico, che tenga conto di tutti gli aspetti delle nuove tecnologie“.

Si tratta quindi di un’inversione di rotta? Per niente. Malta non rinnega quanto costruito fino ad oggi a partire dalla legislazione sul riconoscimento della catena di blocchi nel 2017, e resta ancora attiva sul fronte dei Virtual Financial Asset.

Quello che si sta sviluppando è un nuovo approccio, come spiega Beverly Tonna, un altro membro del Think Tank: “L’obiettivo è quello di rendere Malta attrattiva per le startup. Quando lavori con un approccio sandbox c’è più spazio per mettere a punto soluzioni specifiche. Quindi sì, stiamo cercando di espandere la nostra economia digitale oltre le crypto e la blockchain: ora cercheremo di attrarre operatori fintech“.

La blockchain si prepara dunque ad abbracciare altri settori di nicchia, per contribuire insieme a questi a dare al Paese una visione coerente, omogenea e onnicomprensiva di un’economia digitale destinata a restare all’avanguardia a livello internazionale.

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