Un team di ricercatori maltesi sta lavorando a una tecnologia innovativa chiamata ICECAP per vincere una delle sfide più ambiziose legate al vaccino anti-Covid: la catena del freddo. Il tema è di fondamentale importanza in vista della somministrazione di massa annunciata per il prossimo anno, e riguarda la corretta conservazione del vaccino dal suo inserimento nei flaconcini monodose, in sede di produzione, alla sua inoculazione nel singolo paziente. Tra queste due fasi ci sono trasporti, distribuzioni e conservazioni che devono avvenire secondo temperature e modalità di congelamento che sono determinanti per non far degradare il composto e garantirne la piena sicurezza in fase di somministrazione.

Già lo scorso febbraio, i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi Elettronici dell’Università di Malta, guidati dal Prof. Andre Micallef, hanno completato la progettazione di un prodotto ad alte prestazioni. Alcune delle sfide di progettazione che hanno dovuto affrontare erano legate ai processori di raffreddamento per piccole componenti elettroniche da conservare a temperature inferiori ai -20° Celsius, ripensandone i metodi, per trovare contenitori sufficientemente piccoli.

Con il progredire dei contagi e il sorgere dell’emergenza, il team di ricerca si è presto reso conto che questa tecnologia può essere adattata anche al congelamento dei vaccini.

Gli attuali trasportatori dell’ultimo miglio raffreddano i vaccini in modo passivo, isolando il principio attivo dal calore esterno fino a quando non raggiunge la sua destinazione. Ma questo dura solo fino a un paio di giorni, a meno che non venga aggiunto altro ghiaccio secco, cosa che può essere impraticabile in aree remote dove mancano le infrastrutture.

La tecnologia maltese utilizza invece un metodo di raffreddamento attivo basato sull’effetto Peltier, e in collaborazione con New Energy Ltd, una società locale conosciuta a livello internazionale per la produzione di sistemi di alimentazione per l’industria audiovisiva quali batterie anche di piccola dimensione, l’ICECAP ha ottenuto quasi 200.000 euro di finanziamento.

Da allora il team ha anche avviato il processo per il deposito di due brevetti, mentre ad oggi corre veloce verso la messa a punto di un prototipo realizzabile, si spera entro il prossimo anno.

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