sabato, Ottobre 1, 2022
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Come realizzare un portfolio da freelance: idee e suggerimenti

Quando si opera da freelance è necessario promuoversi attraverso un portfolio adeguato al fine di ricevere richieste di preventivo e acquisire nuovi clienti.

Il portfolio è più di un biglietto da visita per un potenziale cliente: non solo presenta il professionista, ma mette in evidenza le sue competenze e la qualità dei suoi progetti. Per questo è importante, in questa fase, realizzare un lavoro efficace, seguendo alcuni semplici suggerimenti.

Promuoversi online. Il web, naturalmente, è lo spazio naturale per promuovere la propria attività professionale. Non tutti sanno, però, che per promuoversi online come freelance in modo legale è necessario prima di tutto aprire una Partita Iva. Non serve per questo spaventarsi. Esistono soluzioni che consentono di farlo con semplicità e convenienza. Basti pensare a Fiscozen, un servizio online che consente di aprire la Partita Iva gratis, da casa, in 24 ore, e che fornisce assistenza nella gestione della propria posizione superando gli ostacoli burocratici per portare a compimento le proprie ambizioni professionali senza ulteriori preoccupazioni.

Creare un sito web performante. Lo strumento per presentarsi in rete deve essere semplice, chiaro, intuitivo e di facile fruizione. Deve rispondere all’esigenza di un visitatore di reperire le informazioni a lui necessarie in breve tempo. Dare spazio alla propria creatività nella parte grafica è un elemento positivo, e racconta qualcosa di sé, purché lo spazio virtuale resti sempre di facile esplorazione e consultazione.

Partire dai progetti migliori. Nell’elencare i propri lavori, l’ordine ha una sua importanza. Chi legge spesso non ha il tempo per scorrere tutto l’elenco e approfondire: il numero di lavori che consulterà con attenzione, probabilmente, si conterà sulle dita di una mano. Per questo è importante non elencare i lavori con criteri casuali, come l’ordine temporale o l’ordine alfabetico, ma semplicemente partire dai progetti migliori, sui quali puntare per convincere il visitatore ad affidare un incarico.

Non inserire necessariamente tutto. La carriera di un freelance è fatta spesso di tante collaborazioni che corrispondono ad altrettanti piccoli lavori o progetti. Tutto questo può fare curriculum, e contribuire a rendere corposo il proprio portfolio. Ma non si tratta necessariamente di un vantaggio. Un elenco troppo lungo di lavori può creare confusione e disorientamento, “stancando” il lettore già ad uno sguardo iniziale. Per questo in molti suggeriscono di selezionare i progetti migliori, ed eliminare senza problemi quelli meno convincenti, che non aggiungono nulla riguardo alle capacità e competenze del freelance.

Fare alcune premesse. Spesso un lavoro viene presentato nel suo risultato o elaborato finale, senza restituire un riscontro completo della sua efficacia. Perché il potenziale cliente può avere un’impressione migliore inquadrando anche la situazione che ha portato alla realizzazione di quel progetto. Basta allora fornire poche e semplici indicazioni: chi era il cliente che ha commissionato il lavoro, qual era il suo problema, quali obiettivi sono stati posti. Queste indicazioni, naturalmente, dovranno poi trovare riscontro nel lavoro stesso: solo così ne rafforzeranno l’impatto.

Mai mentire. Quanto si comunica, col passare del tempo, è sempre più verificabile e riscontrabile. Guai a cadere nella tentazione di alterare o “gonfiare” alcune informazioni per rendersi più attrattivi. O addirittura riprendere lavori altrui mettendoci il proprio nome. Perché attraverso il web, o semplicemente approfondendo la conoscenza, il lettore può smascherare il freelance. Meglio allora fornire un’immagine di sé anche molto semplice ma credibile e veritiera: perché il rischio di passare come soggetti inaffidabili, e di essere presentati ad altri come tali, può segnare negativamente la carriera di un professionista.

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