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mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Diaspora dei laureati inglesi: Malta è tra le mete preferite

Malta si attesta come una delle tre destinazioni preferite dai laureati inglesi che scelgono di lasciare il Regno Unito in vista del periodo post emergenza da Covid-19.

A sostenerlo è il quotidiano online Abc Money in un’indagine che parte dalle prospettive poco lusinghiere del mercato del lavoro britannico, che anche a causa della Brexit appare come uno dei più in difficoltà in Europa in un’ottica di rilancio post Covid.

Per questo motivo, dopo un calo dell’occupazione che difficilmente si riprenderà presto (solo il 49% degli inglesi sostiene la possibilità di tornare già nel prossimo anno ai livelli pre Covid) molti lavoratori, specie neolaureati in cerca di prima occupazione, guardano a una possibile carriera oltre confine.

In particolare, un giovane britannico su tre, soprattutto tra i laureati, starebbe considerando di lasciare il paese per lavoro. E l’analisi di Abc Money ha individuato in particolare tre Stati vicini che sembrano essere in una posizione migliore del Regno Unito e oggetto di attenzione da parte dei futuri migranti.

Insieme all’Olanda e alla Svezia, Malta è stata individuata come una delle mete più ambite grazie alla buona gestione delle ricadute economiche negative portate dalla pandemia, offrendo le forme di sostegno più consistenti al mondo in termini di percentuale del PIL.

Il pacchetto di spesa investito da Malta per contenere gli effetti del virus si attesta al 22% della ricchezza nazionale, molto più alto di quelli di Stati Uniti (14%), dell’Australia (11,4%) e soprattutto del Regno Unito (5%). Questo ha portato solo ad un aumento marginale della disoccupazione, e alla prospettiva di una crescita occupazionale dello 0,5% nel 2021 e del 2,2% nel 2022, in enorme controtendenza con la maggior parte degli altri Paesi del mondo.

Questo rende eccellenti le prospettive future di Malta, che l’analisi in questione ha individuato come il paese in testa alla classifica delle destinazioni per i laureati europei prima del Covid.

L’analisi si sofferma anche sul settore finanziario, che rappresenta oltre il 12% del Pil maltese e impiega oltre 10.000 persone, dimostrandosi sempre più rinomato e resistente anche alla pandemia in corso. Il settore delle nuove tecnologie, allo stesso tempo, contribuisce a quasi il 9% del Pil di Malta, e nei primi sei mesi dell’emergenza coronavirus ha conosciuto persino una crescita, grazie a startup innovative di livello assoluto come Solfy, Quidax e EBO.ai.

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Giovanni Guarise
Giornalista professionista dal 2010, nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa, realizzando approfondimenti e focus per diversi quotidiani, e collaborando nelle attività di comunicazione per un'associazione di categoria in Veneto
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