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lunedì, 29 Novembre 2021
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Gasdotto Italia-Malta convertito all’idrogeno: il bando è aperto

Il futuro gasdotto tra Italia e Malta potrebbe trasportare dal 2030 anche idrogeno e gas rinnovabili. E’ l’intenzione del Governo dell’isola mediterranea, che attraverso la società di scopo Melita TransGas ha lanciato un bando per la realizzazione di uno studio di fattibilità sulla possibilità di riprogettare la condotta al fine di metterla in grado di trasportare fino al 100% di idrogeno.

Lo studio dovrà valutare le varie opzioni (inclusi costi e possibili finanziamenti Ue) per l’aggiornamento del Front end engineering design (Feed) del gasdotto di 160 km tra la città maltese di Delimara e Gela, nonché le possibili controparti commerciali italiane.

Il bando, che prevede la presentazione delle manifestazioni di interesse entro il 14 settembre, si riferisce esclusivamente alla possibilità di trasportare idrogeno, ma la ministra dell’Energia Miriam Dalli ha spiegato a MaltaToday che l’intenzione di La Valletta è progettare un’infrastruttura capace di importare dall’Italia dal 2030 anche biometano e miscele di gas e H2.

Proprio a Gela, ricorda il quotidiano, l’Eni potrebbe realizzare uno degli elettrolizzatori previsti dall’accordo dello scorso dicembre con l’Enel. Il bando include comunque la valutazione dei potenziali fornitori di idrogeno e biometano in Sicilia.

Il gasdotto Italia-Malta, la cui interconnessione con la rete nazionale è stata inserita nel Piano di sviluppo 2021-2030 di Snam, gode al momento dello status di Progetto di interesse comune europeo (Pci), confermato dall’accordo sulla revisione del regolamento Ten-E raggiunto dal Consiglio Ue lo scorso giugno.

Anche se l’idrogeno verde è ancora in fase sperimentale, ci si aspetta che si sviluppi ad un ritmo veloce – ha riferito un portavoce di Dalli – e il prossimo passo è verificarne la disponibilità nelle vicinanze di Malta al fine di determinare l’infrastruttura necessaria per trasportarlo nell’isola“.

ENI attualmente usa l’idrogeno per produrre biocarburanti a base di olio vegetale idrotrattato (HVO) nelle sue bioraffinerie di Venezia e Gela. La maggior parte del suo idrogeno è generato attraverso lo steam methane reforming (SMR), che è considerato un idrogeno grigio.

Nel dicembre 2021, ENI ed Enel hanno annunciato un lavoro comune per sviluppare progetti di idrogeno verde attraverso elettrolizzatori che sono alimentati da energia rinnovabile. Elettrolizzatori saranno situati vicino alle raffinerie Eni di Taranto e Gela, e ai quali Malta guarda con grande interesse per inserirsi nella rete di distribuzione.

Giovanni Guarise
Giornalista professionista dal 2010, nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa, realizzando approfondimenti e focus per diversi quotidiani, e collaborando nelle attività di comunicazione per un'associazione di categoria in Veneto
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