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L’UE punta su Malta per la ricerca contro il coronavirus

La Commissione Europea ha dato il via libera a Malta per un programma di sovvenzioni da 5,3 milioni di euro finalizzato a sostenere gli investimenti in Ricerca e Sviluppo legati all’epidemia di coronavirus.

Il regime è stato approvato nell’ambito del Quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato adottato dalla Commissione il 19 marzo e modificato il 3 aprile.

Il vicepresidente e commissario per la concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato: “Lo schema di 5,3 milioni di euro presentato da Malta sosterrà progetti di ricerca per sviluppare farmaci e prodotti di cui c’è urgente bisogno, e strumenti di analisi innovativi che possono aiutare le autorità ad affrontare meglio la crisi sanitaria del coronavirus. Continuiamo a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri per sostenere le misure che possono migliorare la nostra conoscenza del virus e possono aiutarci a trovare soluzioni per il futuro“.

Malta può dunque confermare il proprio sostegno pubblico alle attività di ricerca e sviluppo relative all’epidemia di coronavirus. Sovvenzioni dirette saranno garantite alle aziende di qualsiasi dimensione, compresi gli enti pubblici, che hanno uno stabilimento a Malta e intendono avviare progetti di ricerca sul Covid-19.

Lo scopo è quello di sostenere lo sviluppo di soluzioni innovative per fronteggiare l’attuale crisi sanitaria, come prodotti medicinali e trattamenti pertinenti, dispositivi medici, attrezzature ospedaliere e mediche, disinfettanti, strumenti di raccolta ed elaborazione dei dati e le applicazioni a sostegno di una migliore diffusione delle raccomandazioni da parte delle autorità sanitarie.

Allo stesso tempo, si punta a migliorare gli strumenti di previsione e le metodologie per il futuro, facendo tesoro delle lezioni lasciate dall’attuale pandemia.

La Commissione ha constatato che il programma maltese è in linea con le condizioni stabilite nel Quadro temporaneo. L’aiuto coprirà tra l’80% e il 100% dei costi sostenuti dal beneficiario, a seconda del tipo di attività svolta e della presenza di collaborazioni transfrontaliere. Inoltre, nell’ambito del regime, i risultati delle attività di ricerca saranno messi a disposizione di terzi nello Spazio economico europeo attraverso licenze non esclusive.

La Commissione ha concluso che la misura maltese è necessaria, adeguata e proporzionata per combattere la crisi sanitaria.

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