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Comunicazioni sui beneficiari delle società: sanzioni sempre più pesanti per i trasgressori

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Da quasi tre anni la legge maltese obbliga le società a conservare e trasmettere informazioni adeguate, accurate e aggiornate sui loro titolari e beneficiari effettivi. Dalla sua entrata in vigore questo dovere si è affermato e radicato a tal punto che i titolari delle imprese (diretti o indiretti, stranieri o locali) o i loro funzionari che non rispettano tali misure rischiano di incorrere in pesanti sanzioni, aggravate da fattori quali l’intenzionalità e l’inganno premeditato. Nei casi più gravi si può arrivare persino alla pena della reclusione.

A meno che tutti gli azionisti di una società non siano persone fisiche che agiscono a proprio nome e che compaiono negli elenchi del Registro delle Imprese di Malta (MBR), o che la società maltese stessa non sia quotata in un mercato regolamentato come descritto dalla legge, la conformità alla legge sui beneficiari effettivi è un must.

Ma vediamo quali sono le ultime novità in merito. Dal mese di giugno del 2020, all’obbligo di curare costantemente dei registri le società sono tenute a versare anche una quota annuale per contribuire alla raccolta dei dati e alle operazioni di vigilanza da parte dell’ente pubblico. 

Le penali massime previste dalla legge per l’inadempienza, inoltre, dopo essere state contenute in una prima fase, sono via via cresciute, arrivando oggi a soglie del tutto rilevanti. La sanzione massima giornaliera per ogni giorno di ritardo, fino a quando non viene posto rimedio all’inadempienza, è passata da 10 a 100 euro. Mentre un ritardo involontario nel deposito di un modulo per due settimane potrebbe costare all’azienda fino a 6.300 euro.

C’è poi la sanzione che potrebbe essere imposta dal Malta Registrar of Companies nel caso in cui trovasse una discrepanza tra le registrazioni sui beneficiari trasmesse da una società e quelle conservate internamente dalla società stessa. In questo caso emerge il fattore della volontarietà, e la soglia massima fissata per questa sanzione è passata da 10.000 a 100.000 euro.

Le società che esistevano prima dell’entrata in vigore di queste regole (prima del 2018), che non si sono conformate alle nuove regole allo scadere della moratoria iniziale, e che sono ancora inadempienti, sono soggette a una sanzione giornaliera fino a 500 euro, oltre al massimo di 10.000 euro.

Infine, la sanzione forfettaria massima per i ritardi di deposito e per la mancata tenuta della documentazione è passata da 1.000 a 5.000 euro.

L’auspicio è che queste sanzioni possano scoraggiare coloro che vogliono ingannare o fuorviare la pubblica amministrazione su questo fronte. E che possano favorire l’immagine di Malta circa la propria serietà in materia di legalità agli occhi del mondo, dopo anni difficili.

Ma esiste anche il problema dell’eccessività delle sanzioni rispetto a quelle che potrebbero essere delle semplici sviste. Per questo è opportuno non prendere sotto gamba questi obblighi e, in caso di dubbi o difficoltà, affidarci alla consulenza di un professionista. Anche su questo, lo staff di Malta Business Agency è a completa disposizione.

Aria pulita al Porto di Valletta: via al progetto

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Il Ministro dei Trasporti, delle Infrastrutture e dei Progetti di Capitale, Ian Borg, e il sottosegretario per i Fondi Europei Stefan Zrinzo Azzopardi hanno annunciato lo stanziamento di 21,9 milioni di euro di fondi UE per il Progetto “Aria Pulita” de porto Grand Harbour di Valletta.

Il progetto sarà realizzato da Infrastructure Malta, con un investimento complessivo di 49,9 milioni di euro, e prevede di ridurre del 90% l’inquinamento atmosferico causato dalle navi da crociera e dalle navi di carico nel porto. Si tratta del secondo grande intervento per migliorare la qualità dell’aria nell’isola dopo la dismissione delle centrali elettriche di Marsa e Marsaxlokk nel 2017.

Attraverso una serie di interventi infrastrutturali, le navi da crociera e le grandi navi da carico potranno spegnere i motori e utilizzare una fonte di energia pulita proveniente dal porto durante il loro transito. Queste strutture saranno disponibili dapprima a Pinto Wharf, Deep Water Quay e Boiler Wharf, per poi essere estese a Laboratory Wharf e Fuel Wharf (Ras Ħanżir). Si prevede che le prime tre banchine avranno questa struttura entro la fine del 2023.

Il Grand Harbour sarà uno dei primi porti europei ad utilizzare questa tecnologia. Gli studi preliminari hanno dimostrato che nel giro di 20 anni Malta risparmierà circa 375 milioni di euro in costi legati alle conseguenze di questo tipo di inquinamento atmosferico. Un altro progetto olistico che contribuirà alla salute, alla qualità delle infrastrutture marittime e agli obiettivi ambientali e di cambiamento climatico, sia a livello nazionale che europeo.

Il nostro impegno rimane quello di garantire la qualità della vita nel nostro Paese, così come la conservazione del nostro patrimonio, compreso quello ambientale” ha affermato Ian Borg.

Stefan Zrinzo Azzopardi ha invece osservato che questo progetto è complementare agli obiettivi dell’Unione Europea, rispetto ai quali la crescita economica è incentivata a condizione che l’impatto sull’ambiente sia ridotto al minimo. Lo stesso sottosegretario auspica inoltre che un simile progetto possa prendere vita nel porto di Birzebuggia, a beneficio dei residenti della località a sud di Malta e dei villaggi limitrofi.

Accordo commerciale UE-Vietnam: via i dazi sulle esportazioni

Apartire dal mese di agosto 2020 cala la tassazione sulle esportazioni europee in Vietnam, come effetto immediato dell’entrata in vigore dell’accordo commerciale raggiunto tra l’UE e il Paese del Sud Est asiatico che eliminerà i dazi sul 99% di tutti i beni commercializzati tra le due parti.

Un traguardo che viene accolto con grande soddisfazione anche a Malta, in particolare da The Malta Chamber, la Camera di Commercio e dell’Industria alla quale ha di recente aderito anche Malta Business.

La prima parte di dazi eliminati riguarderà il 65% delle esportazioni europee verso il Vietnam, mentre per alcune categorie di merci (motocicli, automobili, prodotti farmaceutici, prodotti chimici, vini, pollo e carne di maiale) è prevista una soppressione più graduale, che richiederà fino a 10 anni di tempo.

Allo stesso tempo, saranno eliminati immediatamente anche il 71% dei dazi sulle esportazioni vietnamite verso l’Europa, salvo limitazioni per prodotti agroalimentari come riso, aglio e uova, e un estensione fino a 7 anni per la soppressione di altre particolari tipologie di merci.

Una parte importante riguarda anche il riconoscimento dei prodotti tutelati: il Vietnam, infatti, riconosce 169 indicazioni geografiche europee, che includono eccellenze quali il parmigiano reggiano italiano e lo champagne francese, mentre l’UE farà lo stesso con 39 prodotti vietnamiti, che saranno tutelati nel mercato europeo quanto nello stesso Paese di origine.

Fare affari in Vietnam sarà quindi più facile e conveniente per le aziende europee, che da ora potranno investire e prendere parte anche agli appalti pubblici vietnamiti alle stesse condizioni dei concorrenti locali.

In base al nuovo accordo, i benefici economici vanno di pari passo con le garanzie di rispetto dei diritti dei lavoratori, della protezione dell’ambiente e dell’accordo di Parigi sul clima, attraverso disposizioni forti, giuridicamente vincolanti e orientate allo sviluppo sostenibile.

Per informazioni e consulenze sulle opportunità di internazionalizzazione offerte dal nuovo accordo UE-Vietnam contatta gli uffici di Malta Business Agency compilando il seguente form:

A Malta la disoccupazione più bassa dell’Eurozona

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Per la prima volta nella storia Malta ha registrato il più basso livello di disoccupazione nell’Eurozona: come riporta Agenzia Nova, l’annuncio è arrivato direttamente dal primo ministro maltese, Robert Abela, commentando gli ultimi dati diffusi da Eurostat riguardo il mese di giugno del 2020.

Il nostro piano per un futuro migliore sta facendo una vera differenza per coloro che si trovano in stato di bisogno“, ha dichiarato il premier maltese.

A giugno di quest’anno, il tasso dell’area euro è stato del 7,8 per cento, rispetto al 7,7 per cento di maggio.

Nell’Unione europea il tasso di disoccupazione è stato del 7,1 per cento a giugno 2020, in aumento rispetto al 7 per cento di maggio 2020.

Malta, nonostante un aumento della disoccupazione su base annua rispetto al giugno 2019, ha registrato il dato più basso nell’Eurozona con un tasso del 4,2 per cento (in calo dello 0,1 per cento su base mensile).

Il tasso di disoccupazione più alto della zona euro è stato registrato in Spagna, dove nel giugno 2020 è salito al 15,6 per cento. Per quanto riguarda l’Italia, il tasso di disoccupazione è aumentato dall’8,3 per cento del maggio 2020 all’8,8 di giugno.

Malta dona a San Marino tute protettive, mascherine e visori

E’ giunta in questi giorni a San Marino un’altra manifestazione di solidarietà dall’estero: questa volta dalla Repubblica di Malta.

Il Governo maltese, in una lettera del Ministero per gli Affari Esteri maltese, ha fatto pervenire all’Istituto per la Sicurezza Sociale sammarinese una donazione di 1000 tute protettive, 20.000 mascherine e 1500 visori.

Tali dispositivi risultano utilissimi – scrive in una nota la Segreteria di Stato sanmarinese per gli Affari Esteripoiché per quanto il covid-19 non rappresenti più un’emergenza sanitaria a San Marino, esso continua a mettere a dura prova il sistema sanitario, impegnato a mantenere alta l’attenzione alla prevenzione.

La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, nel richiamare le ottime relazioni esistenti a livello bilaterale, così come l’ampia collaborazione a livello multilaterale, desidera esprimere la sua profonda gratitudine per questo gesto, ennesima manifestazione di una lunga e proficua amicizia tra San Marino e la Repubblica di Malta.”

Tutte le autorità coinvolte hanno profondamente apprezzato la donazione, simbolo tangibile dello sforzo collettivo e concreto che i Paesi stanno compiendo in questo momento estremamente delicato.

Rimane infatti invariato, gradito e necessario quello spirito di cooperazione internazionale vissuto durante la pandemia anche per la ripresa economica e sociale dei rispettivi Paesi.

Cooperazione che risulta ancor più facile quando tra due Paesi, come nel caso di Malta e San Marino, esistono eccellenti rapporti bilaterali e l’intento reciproco di implementare gli accordi vigenti. Malta sostiene la piccola repubblica romagnola anche nel percorso di integrazione europea.

Niente nuove tasse per finanziare il Recovery Fund

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Malta non sarà soggetta a nuove tasse europee nell’ambito del Recovery Fund e del bilancio UE che è stato appena negoziato: lo ha confermato Robert Abela.

Nel corso di una conferenza stampa convocata a poche ore dalla conferma degli stanziamenti, il Primo Ministro ha potuto annunciare al popolo che Malta ha ricevuto il più grande stanziamento di fondi UE: 2,25 miliardi di euro, per il periodo finanziario 2021-2027.

La somma comprende 1,923 miliardi di euro dal bilancio dell’UE – il quadro finanziario pluriennale – e 327 milioni di euro dal pacchetto di ripresa recentemente istituito noto come Next Generation EU. Trattasi di fondi che non sono legati a prestiti.

Incalzato dai giornalisti, Abela ha sgomberato il campo da dubbi su possibili nuove tasse: queste non ci saranno, nemmeno per i colossi del digitale e sui servizi finanziari, come si vociferava a Bruxelles. I settori che stanno trainando l’economia maltese, dunque, restano legati a Malta da un sistema che è stato in grado di rendersi per loro adeguato al mantenimento della loro competitività.

Lo stesso premier ha evidenziato che Malta potrà beneficiare anche di ulteriori risorse in prestiti agevolati, se lo riterrà opportuno: questo porterebbe le risorse a quota 3 miliardi di euro. Fondi che saranno utilizzati nei seguenti capitoli: ammodernamento del Paese e dell’apparato statale, sostegno a nuovi progetti di impresa, agricoltura e nello sviluppo rurale, pesca, istruzione e formazione dei giovani, miglioramento dell’ambiente e della qualità della vita attraverso la lotta al cambiamento climatico, assistenza sociale, innovazione digitale, investimenti nella sicurezza e crescita economica dell’isola sorella di Gozo.

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Aprire un conto corrente è facile: con Malta Business Pay

Tra le tante positività di Malta che di giorno in giorno mettiamo in evidenza, emerge una criticità che fino ad oggi ha rappresentato un freno per chi vuole fare impresa e lavorare nell’arcipelago: la difficoltà di aprire un conto corrente in banca. Per colmare questo gap lo staff di Malta Business ha lavorato allo sviluppo di un nuovo servizio che oggi siamo lieti di lanciare.

Un servizio che cerca di rispondere alle difficoltà vissute soprattutto dagli stranieri, alle prese con procedure e tempistiche insostenibili per disporre di un servizio che dovrebbe essere facilmente accessibile. E che spesso falliscono nella loro “missione” di ottenere un conto nel quale conservare e proteggere le loro risorse.

Per tutti i professionisti, gli imprenditori e i lavoratori dipendenti alle prese con questi problemi la soluzione è Malta Business Pay, il nuovo network che offre strumenti di pagamento online, conti corrente con Iban SEPA e la gestione di carte di pagamento.

Aprire il tuo conto è facile! Prima di tutto scegli la soluzione che fa per te:

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  • Business Account: pensato per la gestione di un’attività economica. Viene offerto nelle modalità Start-up, Standard e Professional. Permette il controllo di tutti i flussi finanziari, dalla fornitura di prodotti o servizi alla ricezione dei pagamenti. Tutti i servizi si sviluppano attorno ad una piattaforma internet sicura e sempre aggiornata, accessibile 24 ore su 24, in conformità con le normative vigenti in materia bancaria e di gestione del rischio fornite dall’istituto finanziario autorizzato.
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  • Prepaid card: L’utilizzo di una carta prepagata per gestire le proprie finanze è più conveniente rispetto all’utilizzo di assegni, perché i fondi vengono immediatamente detratti dal conto corrente. La richiesta è semplice: è possibile farla direttamente online dal vostro pannello di controllo, vi verranno consegnati all’istante mostrando solo un documento di identità, una prova di consegna e pagando l’importo della ricarica. Il sistema è sicuro, con diverse funzioni di autenticazione e la garanzia di uno dei più grandi circuiti al mondo. Permette inoltre un controllo totale della gestione dei flussi, con la registrazione elettronica di ogni transazione nel momento in cui la si effettua per tenere traccia all’istante di ciò che si spende. La carta prepagata Malta Business Pay include l’Internet Banking, viene accettata in tutto il mondo e in qualsiasi valuta attaverso ogni punto vendita online o offline che accetta Mastercard®.
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Malta Business Pay offre anche altre soluzioni, da poter consultare al sito https://maltabusinesspay.com/.

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Riciclaggio nel Gaming: nuovo giro di vite

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L’Autorità di gioco di Malta MGA ha emanato lo scorso 20 Luglio la direttiva sulle funzioni chiave di prevenzione del riciclaggio di denaro e contro il finanziamento del terrorismo (direttiva 3 del 2020).

Dall’entrata in vigore della presente direttiva, i licenziatari B2C (Business to Client) assicurano che almeno uno dei detentori di funzioni chiave incaricato di esercitare le attività di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo deve essere anche un Responsabile della segnalazione di riciclaggio di denaro registrato dalla FIAU in conformità con le procedure previste dalla direttiva.

La direttiva è in vigore dal 20 luglio 2020, tuttavia, ai B2C in possesso di una licenza prima dell’entrata in vigore della presente direttiva è stato concesso un periodo transitorio di due mesi per allinearsi ai requisiti specificati nella direttiva (il documento è accessibile da qui).

Continua così il lavoro di regolamentazione di Malta Gaming Authority, sempre all’insegna della tolleranza zero verso chi tenta di operare non in regola.

Va ricordato che nel 2019 l’Autorità maltese ha annullato 14 licenze e ne ha sospese undici. Inoltre, ha emesso 20 avvertimenti, 89 comunicazioni di violazione e 23 multe amministrative inflitte agli operatori a seguito di varie violazioni normative.

Sempre lo scorso anno, 15 tra persone e società sono state ritenute non conformi agli standard dell’Autorità, principalmente sulla base dei rischi di riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo.

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Il Covid non abbatte Malta: DBRS conferma il rating A

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Il Ministero delle Finanze ha accolto con soddisfazione i risultati dell’ultimo rapporto pubblicato dall’agenzia di rating internazionale DBRS Morningstar, che ha fissato il rating di Malta a un livello A(High) con un Outlook stabile.

Il confermato giudizio riflette “la forte performance economica e fiscale di Malta esibita negli ultimi anni che ha lasciato il Paese ben posizionato per mitigare le conseguenze negative imposte dall’epidemia di Covid-19“, ha detto il Ministero delle Finanze in una dichiarazione ufficiale.

DBRS osserva che la Commissione Europea si aspetta che l’impatto negativo della pandemia sul PIL di Malta sarà quello in assoluto inferiore tra gli Stati membri dell’Area Euro nel 2020.

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Lo stesso impatto economico e fiscale sull’economia maltese è anche del tutto temporaneo, poiché si prevede che Malta registrerà un forte rimbalzo in avanti dopo la graduale apertura dell’economia, e che le misure di sostegno del Governo abbiano limitato sostanziali perdite di posti di lavoro.

Secondo il rapporto, il rating A (alto) è sostenuto, tra gli altri fattori, dal livello moderato del debito pubblico di Malta, dalla solida posizione internazionale e dalla solida situazione finanziaria di gran parte delle famiglie maltesi. DBRS osserva inoltre che il tasso di crescita potenziale di Malta rimane forte e dovrebbe convergere verso livelli superiori al 3% nel medio termine.

La DBRS rileva positivamente che prima dell’epidemia, il rapporto debito/PIL di Malta era uno dei più bassi dell’UE, dopo un periodo di drastiche riduzioni di tale rapporto. Ciò ha fornito al governo un prezioso spazio per rispondere allo shock del coronavirus, senza mettere materialmente a repentaglio la sostenibilità del debito.

Si prevede inoltre che Malta continuerà a registrare avanzi di bilancio anche nei prossimi anni, mantenendo una posizione di investimento estero netto positivo.

DBRS riconosce infine la serie di riforme adottate dal Governo in risposta al rapporto di Moneyval sulle misure antiriciclaggio, e incoraggia il Governo a continuare a lavorare su questa strada.

Recovery Fund: “Investire su imprese, ambiente ed energia pulita”

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Malta ottiene 2,25 miliardi di euro di fondi nell’ambito dell’accordo sul Recovery Fund raggiunto questa notte a Bruxelles. Si tratta della cifra più significativa che il Paese abbia mai ricevuto dal suo ingresso nell’Unione Europea, da investire per il rilancio del Paese dopo l’emergenza coronavirus.

Ad annunciarlo è stato il premier, Robert Abela, in un tweet lanciato all’indomani della riunione fiume del Consiglio Europeo che ha sbloccato le risorse per gli Stati membri in difficoltà: “Raddoppia così l’importo delle somme rispetto al periodo 2014-2020. Questo pacchetto sempre più grande si tradurrà in ulteriori investimenti nella nostra economia e per i nostri cittadini” ha evidenziato il Primo Ministro.

Così come in Italia, anche nell’arcipelago del Mediterraneo la discussione ora verte su come utilizzare queste risorse. Uno dei primi attori della scena economica a intervenire nel dibattito è Malta Chamber of SMEs, che auspica una concentrazione di investimenti verso il comparto da essa rappresentato, ossia quello delle Piccole e Medie Imprese, la maggior parte delle quali (secondo uno studio interno) opera ancora su livelli inferiori alla metà di quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

Sempre secondo la rappresentanza delle PMI, Malta dovrebbe pensare a salvaguardare l’ambiente e continuare a muoversi verso le energie rinnovabili: per questo la Camera ha accolto con particolare favore i fondi per il settore agricolo e quelli destinati alle misure ambientali. Per quanto riguarda le energie alternative, il Governo è incoraggiato a investire parte dello stanziamento per trovare soluzioni a lungo termine che aiutino Malta a raggiungere l’obiettivo del 32% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030.

Secondo Malta Business Bureau, invece, dalla prospettiva maltese è positivo che il livello dei finanziamenti legati al Recovery Fund rimanga coerente con le previsioni di spesa già pianificate negli ultimi anni: il che aiuterà il Paese a continuare ad investire nella modernizzazione delle infrastrutture, a sostenere la competitività delle imprese e a fornire incentivi per la formazione e lo sviluppo di nuove competenze.

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Antiriciclaggio: Malta pronta ad affrontare il giudizio di Moneyval

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Il superamento del programma IIP per la vendita dei passaporti e la cancellazione di 10 mila aziende “defunte” dal Registro delle Imprese sono solo le ultime due operazioni compiute dal Governo maltese per dare risposte a Moneyval, comitato di esperti sulla valutazione delle misure antiriciclaggio e sul finanziamento del terrorismo facente parte del Consiglio d’Europa.

L’obiettivo è arrivare pronti alla prossima valutazione di questo organo internazionale, che dopo avere fornito, lo scorso settembre 2019, una serie di raccomandazioni a Malta per adeguarsi agli standard internazionali nel contrasto al riciclaggio e agli illeciti finanziari, pubblicherà nei prossimi mesi un nuovo rapporto mettendo in evidenza i paesi in cui la situazione è critica, attraverso una cosiddetta lista grigia.

In una recente intervista a Malta Today, il CEO di Malta Financial Services Authority, Joseph Cuschieri, ha raccontato il duro lavoro in atto per consegnare a Malta la reputazione internazionale di un Paese non solo a portata di business e investimenti, ma anche sempre sicuro da infiltrazioni criminali in ambito finanziario.

MFSA è sulla buona strada e ben preparata per la valutazione di Moneyval nel corso di quest’anno. È stato elaborato un piano d’azione dettagliato basato sulle raccomandazioni del Moneyval, che viene costantemente monitorato in collaborazione con il Comitato Nazionale di Coordinamento all’interno del Ministero delle Finanze. Una valutazione positiva di Moneyval per Malta è fondamentale in quanto ci garantirebbe di restare un centro finanziario internazionale di fiducia, mantenendo intatta la nostra competitività e continuando a far crescere l’economia in modo sostenibile a lungo termine” ha affermato Cuschieri.

L’MFSA continuerà dunque ad alzare l’asticella in termini di standard di supervisione e di applicazione. Già ora è stata incrementata la supervisione nei processi di vigilanza prudenziale e di condotta, sono state aggiornate le analisi settoriali dei rischi e sono stati effettuati investimenti significativi nello sviluppo delle capacità, nell’acquisizione di competenze internazionali e nell’istituzione di un’unità di conformità alla normativa in materia di criminalità finanziaria.

La metodologia con cui Malta, come giurisdizione, supervisiona e indaga sui crimini finanziari ha bisogno di un rinnovamento. Ci sono molti modelli che potremmo emulare, ad esempio il Regno Unito o altre giurisdizioni europee. Personalmente – ha aggiunto il Cuschieri – concordo sul fatto che la FIAU diventi l’agenzia nazionale per i crimini finanziari con poteri investigativi e di perseguimento penale ben superiori alle attuali competenze. Se il governo poi deciderà di assegnare all’MFSA il ruolo di supervisore AML/CFT per il settore dei servizi finanziari, ci faremo trovare pronti. Ovviamente con gli adeguati mezzi per assumere queste nuove responsabilità“.

Infine una replica netta a chi accusa Malta di promuovere pratiche di pianificazione fiscale aggressive: “Non sono d’accordo. L’armonizzazione fiscale dell’UE non è cosa nuova e, come in altri settori, il quadro fiscale comunitario è oggetto di un dibattito in corso e cambiamenti costantemente all’ordine del giorno dei responsabili politici dell’UE. Resta da vedere se ci sarà una riforma forzata sul modo in cui attiriamo le imprese, e dovremmo sempre prepararci ad ogni eventualità. Detto questo, i professionisti a Malta dovrebbero continuare ad esercitare la prudenza in ogni momento quando forniscono servizi ai clienti in materia fiscale, agendo non solo nel migliore interesse dei loro clienti, ma garantendo che la reputazione della giurisdizione sia adeguatamente salvaguardata“.

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Operazione pulizia: 10 mila imprese cancellate dal Registro

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Sono circa 10.000 le aziende date per “defunte” che sono state cancellate dal registro delle imprese di Malta: si tratta di un’altra mossa mirata a migliorare la reputazione del paese.

Le società sono state cancellate dall’elenco per non aver presentato relazioni annuali o conti annuali come da obbligo di legge, o per non aver fornito informazioni sulla proprietà. Ora Malta può contare 96.000 società nel registro, tutte attive e operative.

L’annuncio della maxi “pulizia” è stato dato dal Ministro dell’Economia Silvio Schembri in occasione di un webinar tenuto dall’MBR (Malta Business Registry) presso il Grand Hotel Excelsior.

Si tratta di una drastica riduzione del numero di conti inattivi registrati nelle isole: ben 10 mila soggetti registrati per un’operazione attesa da tempo, che si attiene alle raccomandazioni rilasciate da un recente rapporto del comitato Moneyval, organo del Consiglio d’Europa, sulle misure in materia di antiriciclaggio.

Tuttavia – ha evidenziato Schembri – l’operazione era iniziata molto prima che il Consiglio d’Europa rilasciasse il suo rapporto su Malta lo scorso settembre, e che ha evidenziato 60 aree in cui il governo deve migliorare per soddisfare gli standard internazionali nella battaglia al riciclaggio di denaro sporco. Interventi che il Governo sta adottando, uno dopo l’altro.

Intanto lo stesso ministro ha annunciato che un nuovo portale del Registro delle Imprese sarà operativo tra qualche mese. Questo strumento sarà innovativo: utilizzerà un sistema blockchain e l’intelligenza artificiale per verificare i documenti, senza rinunciare alle risorse umane, dato che il numero di dipendenti è stato potenziato del 40%.

Schembri ha concluso che il governo ha anche investito in tecnologie intelligenti che hanno accesso ai dati in possesso delle autorità nazionali e internazionali, con l’idea che tutti i direttori e gli azionisti delle imprese siano da ora sottoposti a controlli mirati prima di essere autorizzati ad operare a Malta.

Malta ricorre al Tribunale UE contro il Pacchetto Mobilità

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La Camera di commercio di Malta segue con grande attenzione gli sviluppi relativi al Pacchetto Mobilità UE, un documento che affronta il trasporto merci su strada e la sua regolamentazione. E’ notizia di questi giorni che Malta figura tra i Paesi che si sono rivolti contro questo provvedimento dinanzi al Tribunale UE, insieme a Bulgaria, Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania.

La nuova norma approvata da Bruxelles affronta in particolare le norme relative al cabotaggio, ai tempi di guida e riposo dei conducenti e sulle norme in generale applicabili ai conducenti fuori sede. Ma di particolare interesse per i membri della Camera maltese è il punto del Pacchetto che obbliga le aziende di trasporto a riportare i loro camion alla base ogni otto settimane: in sostanza, questo si traduce in 6 volte ogni anno solare, che moltiplicato per i 5 giorni trascorsi in mare dai veicoli di ritorno da Malta sottraggono ai camion un totale annuo di 30 giorni in termini di produttività. Lo stesso problema vale per tutte le aree insulari, comprese le isole italiane Sicilia e Sardegna.

Imporre tali requisiti alle compagnie di trasporto è incredibilmente oneroso per le aziende con sede in paesi che sono geograficamente disconnessi dal mercato unico e alla periferia dell’Europa” ha dichiarato David Xuereb, presidente della Camera di Malta.

Questa misura penalizzerebbe ingiustamente gli operatori maltesi con costi sproporzionati. È molto spiacevole che una misura del genere sia stata creata pensando a ulteriori motivi protezionistici, piuttosto che all’ambiente o al beneficio reale dei conducenti ” ha aggiunto lo stesso Xuereb.

La Camera e i suoi membri non hanno invece alcuna obiezione da avanzare in merito ai requisiti proposti nel Pacchetto Mobilità per i periodi di riposo per i conducenti. “Questi periodi di riposo sono già in atto e non sono sicuramente il punto critico che la Camera di Commercio pone all’attenzione dell’UE. I diritti dei lavoratori devono essere pienamente tutelati, ma non devono essere usati come una scusa per prendere decisioni illogiche o che si discostano dai principi di migliore regolamentazione e concorrenza leale nel mercato unico“.

La Camera di Malta continuerà dunque a seguire con la massima attenzione un problema serio che andrebbe valutato concretamente, e che non deve penalizzare le isole, gli Stati membri periferici o le piccole economie: tutte caratteristiche che coinvolgono Malta, e per le quali il Paese necessita di un sistema di trasporti e consegne di merci efficienti.

La Camera ribadisce che le Istituzioni europee, senza eccezioni, dovrebbero tener conto delle diverse realtà di ciascuno Stato membro al momento di emanare la legislazione riservando attenzione agli operatori di ogni angolo dell’UE affinché possano beneficiare dei vantaggi del mercato unico.

La Camera di Malta ha infine dichiarato di essere pronta a fornire tutta l’assistenza necessaria alle compagnie di trasporto, anche attraverso la filiale maltese del Business Bureau di Bruxelles.

Malta Business Agency è membro della Camera di Commercio di Malta. Per ottenere supporto e consulenze strategiche sul tuo progetto imprenditoriale contatta i nostri uffici compilando il seguente form:

Aerei, elicotteri, droni: Malta vola sempre più in alto

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Malta punta a “volare” sempre più in alto: lo dimostrano gli investimenti nel settore dell’aviazione, i cui risultati sono stati tangibili anche in occasione della prima grande conferenza Malta Aviation and Conference Expo che si è tenuta tra la fine di Ottobre e i primi di Novembre del 2019 a Floriana.

L’attenzione a questo settore strategico, ribadita a più riprese di fronte a una vasta platea di operatori, è stata rinnovata anche nel Budget 2020, la manovra di bilancio maltese, che ha menzionato l’evoluzione del comparto per i prossimi anni.

Secondo i programmi istituzionali Air Malta, la compagnia aerea di bandiera, dovrebbe continuare a crescere e a rafforzare le sue basi di appoggio. Si prevede che rinnoverà in maniera sostanziale la propria flotta di aeromobili nel corso dei prossimi 5 anni per essere più sostenibile ed efficiente. Sono in programma anche azioni per migliorare il suo servizio e aumentare i voli, introducendo alcune tratte anche a medio e lungo raggio.

Per la registrazione di conoscere gli incentivi e le opportunità di investimento a Malta nel settore dell’aviazione contatta gli uffici di Malta Business compilando il seguente form:

Un altro grande progetto coinvolge l’Aeroporto internazionale del Paese, alla cui crescita dei flussi di viaggiatori di accompagnano esigenze di rinnovamento e funzionalità. Tra gli interventi, i documenti programmatici menzionano la realizzazione di un nuovo centro di controllo del traffico aereo per soddisfare le esigenze del settore almeno per i prossimi 50 anni.

Altri due rami di attrazione sono gli elicotteri, con la pianificazione di collegamenti rapidi tra l’aeroporto di Malta e Gozo: di recente è stato lanciato un bando da parte della compagnia pubblica Malta MedAir per trovare un operatore in grado di fornire il servizio per almeno una quindicina di passeggeri.

E infine i droni: Malta vuole in particolare incoraggiare le società straniere che sviluppano sistemi di radiocomando a trasferirsi nell’isola per guardare verso l’alto e massimizzare il loro potenziale.

Traffico, scuola, turismo, sanità: Malta punta sull’IA

Dopo la Blockchain Island, come ampiamente annunciato, Malta ha lanciato la nuova strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale (IA), aspirando a diventare un Paese leader a livello internazionale nel giro di un decennio.

Saranno dunque implementate, da qui al 2030, nuove politiche all’avanguardia da attuare nel settore, già definite a seguito di una consultazione pubblica alla quale hanno preso parte alcuni tra i maggiori esperti, riuniti in un gruppo di lavoro.

La strategia prevede, in primo luogo, nuovi investimenti in ricerca e sviluppo per il supporto di startup innovative che siano in grado di elaborare progetti all’altezza delle esigenze odierne.

L’Intelligenza Artificiale troverà spazio anche nel settore pubblico con la sperimentazione di un suo utilizzo concreto attraverso dei progetti pilota nella gestione del traffico, nell’istruzione, nel turismo e nella sanità, oltre che nei servizi pubblici. Il tutto partirà entro i prossimi tre anni.

Ma entriamo più nel dettaglio di questi punti, partendo dall’applicazione dell’IA in una di queste aree, forse avvertita come una delle maggiori criticità nell’isola: la gestione della mobilità per combattere il pesante traffico. Insieme alla realizzazione di grandi infrastrutture, già in corso, il Governo maltese pensa all’installazione di nuovi sistemi per controllare traffico e ridurne la congestione dei flussi attraverso lo sviluppo di algoritmi al fine di indicare ai viaggiatori in tempo reale i migliori percorsi di viaggio e i tempi necessari per raggiungere le destinazioni, sfruttando le informazioni offerte dai big data.

Un altro progetto sperimentale coinvolge il mondo dell’istruzione e dell’educazione: l’obiettivo è sviluppare sistemi di apprendimento personalizzati in base alle esigenze specifiche e ai punti di forza individuali per garantire a ogni studente continui progressi nel suo apprendimento.

Nel turismo si pensa alla creazione di punti informativi interattivi da installare nelle principali aree turistiche per fornire informazioni in tempo reale, suggerire itinerari ed esperienze personalizzate in base agli specifici interessi individuali, tramite notifiche promozionali mirate, sensori IoT sulle fermate degli autobus e ulteriori servizi turistici incorporati nella piattaforma: il tutto gestito da una piattaforma turistica digitale centralizzata.

La sanità – infine – potrà essere più efficiente con l’Intelligenza Artificiale nel migliorare la qualità e l’efficienza delle prestazioni assistenziali, nell’impostazione di diagnosi e terapie più efficaci, nella prevenzione di malattie e nell’esecuzione di analisi predittive, oltre che nello sviluppo della ricerca biomedica.

Tutto questo, ma non solo, è incluso nella strategia nazionale maltese sull’Intelligenza Artificiale, attraverso la quale Malta aspira ad affermarsi come un Paese più efficiente grazie alla tecnologia.

Per approfondire le opportunità offerte da Malta nel campo dell’Intelligenza Artificiale contatta gli uffici di Malta Business Agency compilando il seguente form:

Tassa UE sul carburante per i voli aerei: Malta si oppone

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La Commissione europea proporrà una serie di misure per ridurre le emissioni dell’aviazione nell’UE: una misura che rientra nel pacchetto di interventi pianificato per raggiungere gli obiettivi legati al contrasto ai cambiamenti climatici. Tuttavia l’iniziativa, che comprende una tassa senza precedenti sul carburante per aerei altamente inquinanti, sta affrontando forti venti contrari da parte delle compagnie aeree del blocco europeo, che temono trovarsi con le “ali spezzate”.

Anche Malta si è opposta a tali proposte per molti anni, sostenendo che una la tassa sui carburanti creerebbe una situazione iniqua per un Paese che è fortemente dipendente dall’aviazione per i viaggi e il turismo, rispetto ai paesi dell’Europa continentale.

Bruxelles sostiene invece che una nuova tassa sul carburante per i voli all’interno dell’UE si rende necessaria se il blocco di 27 nazioni è seriamente intenzionato a raggiungere il suo ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030.

Il settore dell’aviazione – che costituisce circa il tre per cento delle attuali emissioni dell’UE – insiste che la tassa lo renderebbe incapace di competere con i rivali al di fuori del blocco.

E la proposta è destinata ad essere una delle questioni più spinose quando i legislatori europei, gli stati membri dell’UE, i lobbisti e gli attivisti verdi inizieranno quelli che si prevede saranno mesi di duro dibattito per dare forma alle leggi finali.

In conclusione, una simile tassazione dovrebbe quantomeno prevedere un piano di compensazione economica: altrimenti creerebbe soltanto danni all’economia maltese favorendo la concorrenza di vettori extra UE.

La compagnia di noleggio auto Enterprise approda a Malta

La compagnia Enterprise Holdings ha aperto la sua prima filiale all’aeroporto internazionale di Malta, in collaborazione con Burmarrad Group, la principale azienda maltese di leasing, gestione e noleggio di veicoli a conduzione familiare.

La filiale permetterà ai viaggiatori che arrivano a Malta di noleggiare veicoli sicuri e disinfettati dalle tre aziende di noleggio “EHI – Enterprise Rent-A-Car”, “National Car Rental” e “Alamo Rent A Car”.

La compagnia sosterrà dunque il mercato del turismo maltese, che sta riprendendo a correre dopo la revoca delle restrizioni legate all’emergenza Covid-19, e le imprese maltesi impegnate nell’accogliere lavoratori o uomini d’affari che arrivano dall’estero.

Le destinazioni di vacanza come Malta sono molto importanti per il turismo globale, specialmente con i viaggi che dovrebbero aumentare significativamente dopo la revoca delle restrizioni di viaggio” ha affermato l’assistente vicepresidente del Global Franchising, Jon Flansburg. “Prevediamo di soddisfare la domanda di chi, nei propri viaggi d’affari, cerca opzioni di trasporto sicure una volta raggiunta l’isola“.

L’apertura di questa prima filiale a Malta riafferma il nostro impegno ad espandere la nostra impronta globale. Con l’eliminazione delle restrizioni e la ripresa dei viaggi internazionali, le persone vogliono sapere di poter contare su fornitori affidabili per il loro trasporto a terra“.

Siamo entusiasti di poter collaborare con Enterprise per sostenere il turismo di Malta durante la ripresa dalla pandemia, oltre ad offrire servizi di noleggio di tre marchi globali di fiducia ad un gran numero di persone che arrivano da oltremare per lavorare a Malta“, ha aggiunto il direttore del gruppo Burmarrad, Mario Gauci Jr.

Questa è una straordinaria opportunità di collaborare con quelle che ad oggi è la più grande società di noleggio del mondo. Il noleggio di veicoli è visto come una soluzione di trasporto altamente affidabile dai viaggiatori di tutto il mondo e le persone sono consapevoli della necessità di una sicurezza scrupolosa. Un’auto pulita e rigorosamente igienizzata può consentire ai viaggiatori di esplorare le bellezze di Malta in piena tranquillità“.

L’apertura della prima filiale a Malta segna il passo finale nel programma graduale di Enterprise per estendere la sua attività di noleggio a tutti i paesi dell’Unione Europea. Sia Enterprise che Burmarrad Group sono aziende a conduzione familiare, leader di mercato, che condividono l’attenzione al servizio e alla cura del cliente.

Burmarrad Group è stato fondato nel 1984 e ha una flotta diversificata di oltre 1.000 veicoli, che comprende una vasta gamma di mezzi privati, commerciali e industriali. Oltre alla sua offerta di noleggio, Burmarrad Group è anche la prima azienda di leasing aziendale a Malta e dispone di una delle più grandi strutture di assistenza veicoli sull’isola.

Rafforzando il suo impegno a mantenere i più alti standard di pulizia nel settore del noleggio auto, Enterprise ha introdotto il suo Complete Clean Pledge nel 2020. Si tratta di un impegno che migliora ulteriormente i protocolli di pulizia nelle auto prese a noleggio attraverso i marchi dell’azienda, e incrementa il portafoglio completo di opzioni di trasporto. Il protocollo garantisce il lavaggio dei veicoli, l’aspirazione, la pulizia generale e la sanificazione con un disinfettante che soddisfa i principali requisiti delle autorità sanitarie, con particolare attenzione a più di 20 punti ad alto contatto.

Proprietà intellettuale per le PMI: i nuovi fondi UE

La Commissione Europea ha lanciato alla fine dello scorso anno Ideas Powered for Business, un programma di sovvenzioni del valore complessivo di 20 milioni di euro nato per aiutare le piccole e medie imprese europee ad accedere ai loro diritti di Proprietà Intellettuale (PI).

L’iniziativa è rivolta alle imprese che intendono sviluppare strategie di PI e proteggere diritti di PI a livello nazionale, regionale o dell’UE. Il fondo mette a disposizione per ogni PMI un rimborso fino a 1.500 euro per servizi, erogati anche tramite consulenza, di pre-diagnosi della PI (IP scan) e/o le domande di marchio, disegno o modello.

Le condizioni per presentare richiesta sono la corrispondenza alla definizione ufficiale di PMI fornita dall’Unione Europea e l’avere sede in uno dei 27 Stati membri.

La distribuzione delle risorse viene gestita nel corso del 2021, nelle seguenti finestre: 11-31 Gennaio, 1-31 Marzo, 1-31 Maggio, 1-31 Luglio, 1-30 Settembre. Servirà dunque presentare domanda nel mese di Settembre, con la possibilità di presentarsi anche per il rimborso di più servizi, ma sempre restando entro la soglia massima di 1.500 euro.

Nell’ambito di questa opportunità è possibile avvalersi di una consulenza mirata fornita da Malta Business Agency, sia per presentare la domanda che per i servizi specifici di realizzazione marchio, accompagnamento alle procedure, verifica conflittualità e registrazione marchio.

In particolare, i servizi forniti che saranno in tutto o in parte rimborsati, sono:

> Pre-diagnosi della PI: una fase essenziale per l’elaborazione della tua strategia di Proprietà Intellettuale. Il team di consulenti esaminerà il modello di business, i prodotti e/o servizi e i piani di crescita dell’azienda e delineano una strategia per aiutare il cliente a a decidere quali diritti di PI richiedere, come sviluppare il tuo portafoglio di PI se ha già diritti registrati e come pianificare la tua strategia futura.

> Domanda di Marchio, Disegno o Modello: per registrare un marchio o un disegno o modello a livello nazionale, regionale (Benelux) o dell’UE, è possibile richiedere un rimborso del 50 % sulle tasse di base. La protezione territoriale dipende dalla strategia di business e dai piani di crescita dell’azienda che rientrano nel pacchetto di servizi integrati offerto dal nostro team di consulenti.

Imposta minima globale: Malta prepara la controproposta

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Malta sta elaborando una serie di proposte per preservare il suo regime di imposta sulle società di fronte al tentativo delle potenze economiche internazionali di introdurre una nuova aliquota minima del 15%: lo ha dichiarato il ministro delle finanze Clyde Caruana in occasione della conferenza annuale di FinanceMalta, che Malta Business ha seguito come membro.

Entro il mese ottobre il Ministero delle Finanze invierà una proposta completa all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) che sta discutendo in merito all’introduzione di un’aliquota fiscale minima globale. Di fronte a questa ipotesi è necessaria, quantomeno, una strategia di uscita dal regime attuale che permetta a Malta di salvaguardare le proprie entrate e mantenere gli equilibri di bilancio.

La decisione di Malta arriva all’indomani dell’accordo raggiunto in occasione dell’ultimo G7 per l’applicazione di un’aliquota minima di imposta sulle società di almeno il 15%: una mossa dettata dalla speranza di fermare una “corsa al ribasso” da parte di Paesi come Malta che intendono mantenere elevato il loro livello di competitività e attrattività al fine di attirare nuove aziende.

Malta, ad oggi, offre alle società internazionali un’aliquota del 35%, ma accompagnata da una serie di rimborsi e benefici per le aziende straniere che possono portare la tassazione effettiva al 5%. Questo attira le aziende straniere, generando entrate fiscali importanti per le casse pubbliche.

“Malta si è unita all’intento manifestato da 130 Paesi del mondo per pianificare norme fiscali più eque” ha affermato Caruana, promettendo tuttavia di far valere le proprie istanze con spirito propositivo, per continuare a far parte della discussione e non venirne esclusi. Di certo la battaglia è dura, e per certi versi impari, dato che molte potenze economiche globali spingono per usufruire di maggiori entrate fiscali pur senza rinunciare a ridurre le loro aliquote.

Rinnovata l’agevolazione fiscale sulla vendita immobiliare

I primi 400.000 euro del valore di una proprietà immobiliare in vendita continueranno ad essere soggetti ad un’aliquota inferiore della relativa imposta fino alla fine del 2021, grazie all’iniziativa del Governo che ha esteso una misura introdotta per la prima volta l’anno scorso.

Il primo ministro Robert Abela ha affermato di avere deciso di estendere l’incentivo dopo aver riscontrato il suo ampio gradimento. Il governo lo estenderà anche alle promesse di vendita finalizzate entro la fine di dicembre, e ai contratti di vendita in scadenza fino a giugno 2022.

La richiesta di estendere l’incentivo è arrivata dalla Malta Developers Association, e ha convinto il Governo, che crede nella possibile coesistenza di sviluppo e tutela dell’ambiente anche nel settore dell’edilizia, così come nel comparto energetico.

Annunciata per la prima volta nel giugno 2020, la misura permette ai venditori di immobili di pagare un’aliquota ridotta del 5 per cento dell’imposta di proprietà e agli acquirenti di pagare un’aliquota dell’1,5 per cento dell’imposta di bollo. L’incentivo sarebbe dovuto arrivare a scadenza alla fine del mese di luglio.

Il presidente della MDA, Sandro Chetcuti, ha affermato che gli studi dell’associazione sull’andamento del mercato immobiliare, mostrano che, grazie alla riduzione dell’imposta sulle vendite, il valore collettivo delle promesse di vendita è aumentato di 1,4 miliardi di euro nell’ultimo anno, e che il settore delle costruzioni ha impiegato oltre 40.000 persone.

Mentre dobbiamo lavorare per affrontare le sfide ambientali, dobbiamo capire che lo sviluppo contribuisce all’economia con l’11% di valore aggiunto, che il governo può utilizzare per aiutare altri settori“, ha aggiunto Chetcuti, precisando che lo scorso anno i prezzi delle case non sono aumentati, per la prima volta in sette anni.

A Malta il 77% delle aziende cerca lavoratori qualificati

Un campione del 77% delle imprese maltesi dichiara di avere difficoltà a trovare lavoratori qualificati e adatti alle loro esigenze: è quanto emerge da un rapporto pubblicato dalla Camera di Malta in collaborazione con Vistage Malta.

Lo studio, che si occupa dei livelli di fiducia dei CEO, rappresenta un confronto dei dati di 199 intervistati della comunità imprenditoriale locale raccolti durante il mese di giugno, prima dell’inserimento di Malta nella lista grigia del GAFI.

La capacità di trovare e trattenere lavoratori qualificati può limitare il raggiungimento delle proiezioni ottimistiche nell’ingresso delle imprese a Malta. La ritenzione dei dipendenti è diminuita per il 18% delle imprese, ma più significativamente, il 77% riporta problemi nel trovare lavoratori a vari livelli.

Queste sfide per la ricerca del talento stanno influenzando la capacità delle aziende di soddisfare la domanda dei clienti: il 61% indica che le difficoltà di assunzioni qualitative stanno limitando la capacità della loro azienda di operare a piena capacità. I leader aziendali hanno bisogno di guardare a una varietà di strategie per attrarre e trattenere i talenti necessari per capitalizzare l’aumento previsto nell’economia e nel loro business. Quando è stato chiesto perché credono che i dipendenti potrebbero lasciare la loro organizzazione, le risposte principali da parte di coloro che si occupano di gestione del personale includono: stipendi più alti (64%), migliori possibilità di crescita (33%), e in minor parte una scarsa flessibilità (8%)“.

Alla domanda se si aspettano che il numero totale di dipendenti della loro azienda aumenti durante i prossimi 12 mesi, il 40% ha dato una risposta affermativa, mentre il 51% crede che i livelli rimarranno gli stessi e il 9% si aspetta che i numeri diminuiranno.

Passando alla situazione economica in generale, il rapporto mostra che rispetto ad un anno fa, il 32% degli intervistati ritiene che le condizioni economiche generali a Malta siano peggiorate, mentre il 40% crede che siano rimaste le stesse e il 26% che la situazione sia migliorata.

Per quanto riguarda l’aspettativa che le condizioni economiche generali del paese migliorino nei prossimi 12 mesi, il 64% è d’accordo, mentre il 28% si aspetta che rimangano le stesse e il 7% che peggiorino.

Il sondaggio ha anche chiesto agli intervistati se si aspettano che le entrate e le vendite della loro azienda aumentino nei prossimi 12 mesi. Il 59% crede che aumenteranno, il 33% crede che rimarranno invariate, mentre l’8% si aspetta una diminuzione.

Agli intervistati sono state poste anche domande sulle politiche del posto di lavoro. Per il 60%, ad esempio, le mascherine sono richieste sul posto di lavoro fino alla fine del 2021, mentre poco più del 20% ha riferito che le mascherine sono raccomandate ma non richieste. Nel 5% dei casi, invece, le mascherine non sono richieste e poco più del 10% ha intenzione di richiederle a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, circa il 15% degli intervistati richiede che alcuni o tutti i dipendenti siano vaccinati, mentre poco più del 50% raccomanda ma non richiede che i dipendenti siano vaccinati.

Covid, i nuovi casi non fermano il turismo: “Avanti con regole e controlli”

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Il caso dei 120 studenti italiani tenuti in quarantena sull’isola di Malta ha portato il Paese ad aggiornare costantemente le norme di ingresso, con un inasprimento e un successivo e repentino allentamento delle restrizioni: prima l’ingresso consentito ai soli vaccinati, poi – per non andare in netto contrasto con le regole Ue – la richiesta di quarantena per i non vaccinati. Da qui l’esigenza da parte dell’Autorità del Turismo maltese, la Malta Tourism Authority, di chiarire la propria posizione soprattutto al comparto turistico italiano, perché “il momento è delicato e non è possibile pregiudicare la stagione estiva che sta proseguendo in sicurezza e a pieno ritmo”.

A far chiarezza è Johann Buttigieg, chief executive officer di Malta Tourism Authority: “Malta è, ad oggi, il paese dell’Ue con le migliori prestazioni per quanto riguarda la vaccinazione contro il Covid-19, con oltre il 78% della popolazione completamente vaccinata e con l’84% degli adulti che ha ricevuto la prima dose di vaccino. Abbiamo anche iniziato a vaccinare i giovani di età pari o superiore ai 12 anni e nei prossimi giorni inizieremo a gestire i centri di vaccinazione walk in. Attualmente, ci sono circa 1.000 casi positivi, di cui sette in ospedale. Ma, di tutti gli attuali positivi, l’85-90% sono persone che provengono dall’estero non vaccinati (turisti e lavoratori). Come hanno affermato più volte le autorità sanitarie maltesi, la situazione Covid-19 a Malta è sotto controllo, così come il tasso di mortalità, molto basso. Ed è alla luce di questi dati che abbiamo il preciso compito di impegnarci per garantire che Malta rimanga una destinazione sicura per tutti“.

In merito agli studenti attualmente in quarantena, Buttigieg sottolinea che “Mta si sta occupando di assistere gli studenti coprendo le spese di alloggio e assicurando che, attraverso il monitoraggio costante da parte delle autorità sanitarie, abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno. Ma, come avviene nella maggior parte dei paesi europei, è pratica comune e normale che i turisti che risultano positivi durante la loro visita non siano autorizzati a viaggiare e debbano trascorrere un periodo prestabilito di quarantena obbligatoria. Anche le persone a diretto contatto con tali persone positive devono trascorrere un minimo di 14 giorni in quarantena preventiva. Stiamo applicando una procedura condivisa con la Ue“.

La direttrice di Mta Italia Ester Tamasi aggiunge: “Le procedure di quarantena sono esattamente in linea con la normativa europea. I ragazzi sono seguiti e stanno bene e a fine quarantena torneranno a casa. Non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di un piccolo arcipelago, dall’ecosistema fragile, che si è distinto per l’efficacia della propria campagna vaccinale e non è un caso che il 90% dei positivi siano persone che provengono dall’estero. È fondamentale che tutti seguano le norme e che la salute di tutti, turisti e residenti, venga tutelata in modo da proseguire il turismo in questa stagione estiva nel migliore dei modi possibile. Noi di Mta siamo a disposizione dei nostri partner preferenziali, operatori e agenzie di viaggi, per rispondere a tutti i dubbi e alle richieste del caso“.

Per gli aggiornamenti in merito alle procedure di entrata nel Paese consultare il sito dell’Autorità del Turismo: visitmalta.com/covid-19.

Inaugurato il nuovo volo Malta-Cipro

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La compagnia di bandiera di Cipro, Cyprus Airways, ha concluso con successo il suo volo inaugurale dall’aeroporto di Larnaca a Malta. I passeggeri sono stati deliziati dal saluto del cannone ad acqua che ha accolto la compagnia aerea nell’arcipelago, e una volta scesi dall’aereo hanno ricevuto un omaggio dall’Aeroporto Internazionale di Malta per celebrare l’occasione.

Il presidente della Malta Tourism Authority (MTA), Gavin Giulia, si è presentata all’aeroporto per dare il benvenuto ai primi turisti ciprioti e per parlare con l’equipaggio di Cyprus Airways.

Cyprus Airways ha così messo a punto una serie di nuove rotte estive, che includono anche viaggi da e per Malta due volte la settimana, il mercoledì e la domenica.

Pioniere dell’industria turistica cipriota, Cyprus Airways consentirà ai turisti maltesi di raggiungere, attraverso uno scalo intermedio anche altre destinazioni quali Salonicco, Heraklion, Skiathos, Preveza, Praga, Mosca, San Pietroburgo, Roma, Tel Aviv e Beirut.

La compagnia cipriota, che è stata anche insignita del premio Cyprus Tourism Awards, ha inoltre annunciato una penale zero per i cambi di volo sui biglietti a tariffa base.

Gavin Giulia, presidente della MTA, ha affermato: “Sono onorato ed entusiasta che Cyprus Airways abbia deciso di collaborare con Malta, in particolare in questo frangente critico, mentre ci impegniamo sulla strada della ripresa del turismo e del rilancio economico dopo una devastante pandemia di Covid-19. Colgo l’occasione per estendere un caldo benvenuto maltese a voi e per esprimere il nostro sincero apprezzamento per la vostra partnership“.

George Mavrocostas COO di Cyprus Airways ha aggiunto: “Siamo lieti di contribuire alla ripresa del turismo di Malta, e non vediamo l’ora di accogliere molti passeggeri maltesi sulla rotta per Cipro. Le nostre due nazioni insulari sono unite dall’appartenenza all’UE, da una comune cultura mediterranea e dalla necessità di servizi aerei efficienti che aiutano a sostenere le rispettive economie“.

Presentata la strategia nazionale di rilancio post Covid

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Il Governo ha lanciato la Strategia Nazionale Post-Pandemia, un piano di azione basato su diversi obiettivi di crescita da affrontare entro i prossimi tre anni. Coordinatore della strategia sarà Owen Bonnici, il Ministro per la Ricerca, l’Innovazione.

La strategia nazionale post-pandemia poggia su tre pilastri: migliorare la qualità della vita e il benessere, sostenere le imprese e l’occupazione, assicurare al Paese resilienza e competitività. Le tre sezioni principali sono poi divise in 12 sottosezioni.

Qualità della vita

In primo luogo, la strategia cercherà di mantenere l’attenzione sulla salute e sostenere un ambiente favorevole per promuove il benessere personale. Darà la priorità al benessere mentale, fisico ed emotivo, e rafforzerà gli investimenti e le capacità in queste aree, insieme alle cure primarie e preventive.

Questo includerà, tra le altre cose, la creazione di una “clinica multidisciplinare di follow-up e servizio di benessere” per le persone che hanno avuto Covid-19, e porre la lotta all’obesità come una sfida sanitaria nazionale, accrescendo gli investimenti in infrastrutture che incoraggiano la mobilità fisica.

Saranno lanciati studi dettagliati sull’impatto della pandemia sui diversi segmenti della società. Inoltre, sarà istituito un “comitato della popolazione” per riferire al governo sullo stato dei diversi gruppi all’interno della società, e sviluppare “interventi mirati” per contrastare il disturbo educativo causato dalla pandemia, tra le altre cose.

La strategia mira anche a migliorare la coesione sociale e l’uguaglianza. L’attenzione sarà posta sui “segmenti sottoserviti del paese, sostenendo l’inclusione, costruendo la fiducia e combattendo tutte le forme di discriminazione e sfruttamento per creare strutture che sostengono e danno potere alle comunità”.

La strategia mira a raggiungere questo obiettivo costruendo la coesione sociale sulla base dei diritti umani, la generazione di ricchezza equa e l’aumento dell’occupazione.

Un altro punto della strategia è quello di adottare un “approccio più coesivo alla pianificazione del territorio e allo sviluppo che valorizzi l’ambiente urbano e sancisca pratiche sostenibili”.

Imprese e occupazione

Il secondo pilastro prevede investimenti sulle imprese, “per stimolare le attività che guidano la competitività, la qualità, la trasformazione e la crescita sostenibile per favorire un approccio imprenditoriale ‘can do’ e sostenere l’apertura al business internazionale e a nuovi settori”.

Sono state quindi fissate tabelle di marcia per la salvaguardia dell’attuale tasso di crescita e il sostegno a nuovi settori economici, così come per la rigenerazione il rinnovamento delle zone industriali.

Il Governo punta anche sull’educazione come strumento per favorire le competenze necessarie al mercato del lavoro, all’innovazione, al benessere e alla crescita sostenibile: il tutto sarà realizzato modernizzando i quadri di orientamento professionale, e istituzionalizzando i programmi di riqualificazione, aggiornamento e apprendimento permanente.

Le risorse del governo saranno poi incanalate per guidare l’innovazione e affrontare i “blocchi critici” che ostacolano l’innovazione, la crescita delle start-up, e le attività di ricerca e sviluppo.

Resilienza e competitività

La strategia rimarca l’impegno per accelerare il processo di transizione verso un’economia verde e circolare, e gli investimenti per raggiungere il consumo zero di carbone entro il 2050.

In tal senso il governo cercherà di “dare l’esempio e lavorare verso il raggiungimento di piani di neutralità del carbonio. Incrementerà gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e spingerà i cittadini e le imprese a rinnovare le rispettive pratiche e usanze in un’ottica di sostenibilità”.

Con questa strategia, inoltre, il Governo si propone di “alimentare una coscienza nazionale costruita su obiettivi, interesse pubblico, buon governo, trasparenza e responsabilità”.

Questa strategia promette di “continuare a rafforzare le strutture di governance e di applicazione”, di intensificare la lotta contro l’evasione fiscale e l’economia sommersa come un pilastro chiave della sostenibilità delle finanze pubbliche al di là della pandemia, e di rafforzare l’uso dei dati e delle prove nel processo decisionale.

Quando si tratta di infrastrutture digitali, competenze e servizi, si evidenzia la necessità di colmare il divario digitale “per garantire che tutti i membri della società e tutti i tipi di imprese siano pienamente in grado di abbracciare le nuove tecnologie per migliorare il loro modo di vivere e lavorare”.

Infine, è stata affrontata la necessità di salvaguardare i beni naturali attraverso “l’educazione sistematica, la conservazione e la transizione verso un modo più sostenibile di vivere in armonia con l’ambiente a beneficio delle generazioni attuali e future”. Il governo promuoverà un’azione collettiva in tutta la società per stimolare nuove sensibilità verso la cura dei beni naturali e dell’ambiente, e la salvaguardia dei beni del patrimonio maltese come “motore economico sostenibile”.

Infine, la strategia mira a rafforzare la capacità di prevenire le calamità naturali, preparando il Paese a non subire conseguenze devastanti.

Acquacoltura e turismo balneare: la sfida della digitalizzazione

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La trasformazione digitale dei servizi e della società richiede nuove capacità e competenze, con programmi educativi, formativi e un trasferimento smart di conoscenza nei settori identificati come pilastri portanti della blue economy. L’Unione per il Mediterraneo (UpM) ha organizzato una conferenza online per analizzare le opportunità digitali in tema di acquacoltura e turismo nella regione del Mediterraneo, fornendo una panoramica attuale sullo stato dell’arte e le esigenze del settore della blue economy per la crescita economica, sostenibile e innovativa delle imprese mediterranee.

L’evento, di grande interesse anche per Malta, è stato un’occasione per riunione diversi rappresentanti di agenzie governative, organizzazioni nazionali e regionali, PMI, imprese locali, start-up, università, decisori politici e consumatori del settore dell’economia blu e delle TIC con il fine di esplorare il potenziale della digitalizzazione nei settori dell’acquacoltura e del turismo marittimo analizzando l’importanza di sviluppare un focus sulle competenze digitali non più rinviabili.

Importante è ricordare che il 2 febbraio, i 42 Paesi membri dell’Unione per il Mediterraneo (UpM) hanno adottato la seconda Dichiarazione ministeriale dell’UpM sull’economia blu sostenibile, rinnovando il mandato e la visione politica per cooperare in sinergia e affrontare le importanti e future sfide comuni. Nell’ambito della promozione delle competenze, delle nuove forme occupazionali e dell’occupazione blu, i paesi hanno concordato di dare massima priorità all’istruzione, alla formazione professionale e alla capacità scientifica per ridurre il divario tra gli addetti ai lavori legati alla blue economy e le nuove esigenze in evoluzione dell’industria marittima. 

Ai lavori hanno partecipato Alessandra Sensi, Head of Sector – Environment and Blue Economy UfM Secretariat, Andy Kontoudakis, Policy officer at the Directorate-General for Maritime Affairs and Fisheries DG MARE, Anne-Marie Sassen, Deputy Head of Unit DG CNECT e Claudia Delgado, IODE Training Coordinator & OceanTeacher Global Academy dell’UNESCO IOC. Estremamente interessante il panel dedicato al rapporto tra digitalizzazione e promozione dell’acquacoltura sostenibile che ha visto la partecipazione di Houssam Hamza, General Fisheries Commission for the Mediterranean – GFCM, Syrine Ismaili, Tunisian Maritime Cluster, Nikolaos P. Ventikos, National Technical University of Athens, Greece, Charlotte Dupont, BiOceanOr e Héctor Martín della Smalle Technologies SL. Ricordiamo che i progetti del 2020 e del 2021 dell’Unione europea, finanziati dal programma Horizon 2020, prevedono attività di digitalizzazione in tutti i cinque settori agroalimentari: seminativi, allevamento, verdure, frutta e acquacoltura. Interessante è recente progetto brevettato che prevede “un monitoraggio a sensori dello stato di salute dei molluschi in una regione, la valle di Comacchio, soggetta a temperature elevate che causano diminuzione di ossigeno, evaporazione e una salinità maggiore”

Nel corso dell’iniziativa online, i relatori si sono confrontati sul tema dell’utilizzo delle tecnologie digitali per il miglioramento della sostenibilità dell’acquacoltura. Lo scenario internazionale in cui le imprese agroalimentari si trovano ad operare è, infatti, sempre più competitivo e sempre più condizionato dagli effetti prodotti dal cambiamento climatico. Analizzare e sviluppare efficacemente le potenzialità della tecnologia digitale appare non solo una opportunità ma anche una scelta da perseguire con attenzione. Per il 2030 l’acquacoltura fornirà quasi due terzi del consumo di prodotti ittici a livello mondiale, mentre la pesca da cattura si stabilizzerà e la domanda di un prodotto ittico di qualità aumenterà in modo considerevole. Liberare il potenziale dell’acquacoltura potrebbe avere benefici duraturi e positivi. 

Utilizzare sistemi automatizzati innovativi in grado di promuovere una produzione maggiormente ecosostenibile, mitigando l’impatto ambientale su ecosistemi costali e riducendo i costi energetici e le emissioni di gas serra è l’enorme vantaggio dell’applicazione digitale all’acquacoltura. Attraverso le tecnologie dell’informazione e dell’Internet of Things è possibile controllare la qualità delle acque destinate all’acquacoltura e, contemporaneamente, gestire una serie di procedure operative certificando le condizioni ambientali durante l’intero processo produttivo e migliorando le condizioni di vita delle specie animali presenti negli impianti. 

Interessante anche il panel dedicato al turismo coordinato da Michele Colavito, Senior project manager ed Expert in international cooperation. Hanno partecipato Alessandra Priante della World Tourism Organization, Claudia Guzzon, CPMR Intermediterranean Commission, Daniel
Asmar, dell’American University of Beirut e Odysseas Spyroplou del Surf Club Keros. “Investire sulla digitalizzazione delle competenze rappresenta uno degli strumenti più efficaci per rilanciare il turismo e per migliorare in maniera determinante il settore del turismo in tutto il Mediterraneo. In questo senso, la crisi determinata dalla pandemia deve essere considerata come una opportunità per migliorare un settore sicuramente molto vulnerabile ma che ha in sé tutte le potenzialità per contribuire alla crescita sociale ed economica dei paesi del Mediterraneo. La chiave è sviluppare ogni forma possibile di cooperazione tra istituzioni e operatori di settore con un coinvolgimento diretto di territori e società civile in un percorso virtuoso che possa fare tornare i livelli dei flussi turistici ai valori pre-pandemia”, ha dichiarato Michele Colavito,  coordinatore del panel e project manager. 

L’ottimizzazione, l’implementazione e lo sviluppo dei canali digitali e dell’e-commerce saranno fattori determinanti per il settore turistico italiano dopo l’emergenza sanitaria, mentre la digitalizzazione e l’automazione dei processi e delle operazioni contribuiranno ad aumentare la sicurezza riducendo i costi delle aziende. Sono numerosi gli ambiti nei quali la tecnologia digitale contribuirà a creare esperienze turistiche più sicure, competitive e sostenibili in tutto il Mediterraneo per guidare la ripresa dell’intero settore. Nello scenario più ottimistico, che prevede una ripresa dell’attività nei mesi estivi dell’anno 2021, l’Organizzazione Mondiale del Turismo stima un calo globale del 58% nel settore. L’effetto sarà ancora più drammatico in Paesi come Malta, dove il settore rappresenta una fetta importante di ricchezza nazionale.    

Imprese all’estero: come il fisco italiano riconosce la stabile organizzazione

In un contesto economico che vede crescere rapidamente le le operazioni transfrontaliere e la presenza di aziende italiane all’estero, e anche a Malta, tramite processi di internazionalizzazione, cresce anche la necessità di stabilire un quadro normativo sempre più efficiente in termini di chiarezza e certezza, soprattutto in merito al concetto di stabile organizzazione che sta alla base della determinazione dei versamenti fiscali.

Per questo, come riporta un approfondimento di Fisco Oggi, il quotidiano online dell’Agenzia delle Entrate, l’amministrazione finanziaria italiana ha virato significativamente verso istituti volti a favorire la compliance di contribuenti con attività aventi respiro internazionale. E proprio in tale contesto s’inserisce il decreto “Internazionalizzazione” (Dlgs n. 147/2015) che ha comportato l’introduzione della nuova disciplina in tema di accordi preventivi per le imprese internazionali.

L’elemento di maggiore novità risiede nella circostanza che, tra le fattispecie oggetto dell’istituto, viene esplicitamente prevista quella relativa alla valutazione preventiva della sussistenza o meno dei requisiti che configurano una stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato, tenuti presenti i criteri previsti dall’articolo 162 Tuir, nonché delle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia. Rientra nelle competenze dell’ufficio Accordi preventivi dell’Agenzia delle Entrate anche la possibilità di pronunciarsi in ordine all’attribuzione di utili o perdite alla stabile organizzazione.

Anche le Map, procedure amichevoli per la risoluzione delle controversie internazionali successive alla contestazione di un illecito tributario, negli ultimi anni hanno assunto un’importanza crescente da un punto di vista quantitativo in merito alle tematiche giuridiche sollevate in tema di stabile organizzazione.

Sebbene la maggior parte delle procedure amichevoli, aperte ai sensi dell’articolo 25 del modello Ocse, riguardi questioni connesse alla determinazione dei prezzi di trasferimento, tali procedure possono essere utilizzate in tutti i casi in cui il contribuente ritiene che l’adozione di una misura da parte di uno o di entrambi gli stati contraenti risulti o risulterà in contrasto con le disposizioni convenzionali. Attivate a seguito di convenzione contro le doppie imposizioni, hanno come controparte le autorità competenti di ciascuno degli Stati, con i quali L’Italia ha concluso una convenzione contro le doppie imposizioni.

Le convenzioni siglate dall’Italia contengono, inoltre, una clausola arbitrale, non prevista come obbligatoria, ma attivabile solo con il consenso di entrambi gli Stati contraenti. Le Map aperte ai sensi della convenzione arbitrale, diversamente da quelle Ocse, prevedono un’obbligazione di risultato e non di mezzi. Tuttavia, esse sono applicabili solo nei rapporti con gli stati membri della Ue e, solo per risolvere casi di doppia imposizione economica derivante da rettifiche da transfer pricing. Per tale motivo se ne tralascia la trattazione specifica.

Oltre agli accordi preventivi e alle procedure amichevoli, esistono anche gli istituti della cooperazione e collaborazione rafforzata, nonché dell’interpello nuovi investimenti. Il primo istituto ha la chiara finalità di promuovere e facilitare il confronto tra gruppi multinazionali esteri e amministrazione finanziaria, creando un contesto di maggiore certezza per i predetti operatori. In sostanza, lo strumento permette al contribuente di “grandi dimensioni” di avviare un percorso collaborativo in contraddittorio con l’Agenzia delle entrate, che consente, su base volontaria, l’emersione della stabile organizzazione e una serie di conseguenti vantaggi, quali la mitigazione delle sanzioni e la non applicabilità di quelle penali.

L’interpello sui nuovi investimenti è, invece, un istituto che concede la facoltà, agli investitori italiani o stranieri che intendono effettuare nel territorio dello Stato importanti investimenti, con rilevanti e durature ricadute occupazionali, di presentare un’apposita istanza, allo scopo di conoscere preventivamente il parere in merito al corretto trattamento fiscale dell’operazione.

Tale tipo di interpello può riguardare ogni profilo di fiscalità legato al piano di investimento, compreso quello interpretativo, applicativo, antiabuso ed elusivo e si conclude con la formulazione di un parere sul corretto trattamento fiscale del piano d’investimento, che resta valido fintantoché non intervengano mutamenti nelle circostanze di fatto o di diritto caratteristiche dell’operazione. Anche in questo caso, la ratio è di dare certezza al contribuente in merito ai profili fiscali del piano di investimento sul sistema fiscale italiano.

Greylist GAFI: anche la Commissione UE minimizza

L’inserimento di Malta nella lista grigia del FATF-GAFI non preoccupa la Commissione Europea, che rinnova la fiducia nel suo Stato membro, convinta che la situazione sia sotto controllo e possa rientrare a breve. 

Già nel corso della seduta plenaria dell’organismo tenutasi lo scorso mese, Bruxelles aveva difeso la posizione di Malta e il suo impegno nel rafforzare le misure antiriciclaggio. In questi giorni, un portavoce europeo, interpellato dal portale Newsbook, ribadisce che la Commissione resta fiduciosa su Malta e la sua capacità di affrontare le ultime carenze per uscire rapidamente dalla lista grigia.

Sempre secondo la Commissione, l’inserimento nella grey list del FAFT-GAFI non pregiudica la reputazione, né di Malta né dell’UE, anche se resta necessario mantenere alta la guardia e prevedere norme sempre più severe e omogenee tra gli Stati membri per il contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.

Il portavoce UE ha poi smentito categoricamente la possibilità di misure contro Malta, le cui norme AML/FT non sono in discussione. Perché, dal 2019, i progressi del quadro giuridico maltese circa la sua solidità nel contrasto al riciclaggio sono tangibili.

Lo stesso GAFI, nel suo rapporto, ha riconosciuto come Malta abbia preso un impegno politico di alto livello per rafforzare l’efficacia del suo regime normativo, garantendo una maggiore trasparenza sulla proprietà delle società registrate a Malta, rafforzando l’intelligence finanziaria e combattendo i reati fiscali.

Come ricordato dal portavoce UE, il GAFI riconosce che Malta ha completato il proprio lavoro in sette aree di intervento su nove. Restano, quindi, soltanto alcune carenze che riguardano in particolare i beneficiari effettivi delle aziende registrate nel Paese e le misure di intelligence finanziaria.

La commissione, ha detto il portavoce, è fiduciosa che Malta possa affrontare rapidamente queste aree rimanenti e uscire dal processo di monitoraggio aumentato del GAFI.

Da Malta parte il futuro degli aerei a elettricità

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Malta inaugura la nuova era degli aerei elettrici in Europa. Nell’arcipelago del Mediterraneo ha sede infatti JetClub, la società sorella europea del colosso americano dell’aviazione statunitense Jet It, che ha annunciato l’entrata nella propria flotta del Bye Aerospace electric eFlyer 800, un nuovo aeromobile che si preannuncia come una pietra miliare nella sostenibilità per il settore.

Bye Aerospace è un produttore americano di aerei con sede all’aeroporto Centennial vicino a Denver, Colorado. L’azienda progetta e produce aerei elettrici, compresa la famiglia di aerei eFlyer. È stata fondata da George E. Bye, che è anche presidente e amministratore delegato della società.

L’eFlyer 800 è un aereo a turboelica biposto a 7 passeggeri, completamente elettrico. Offre una modalità di viaggio sostenibile che concilia i viaggi d’affari essenziali con le preoccupazioni per il cambiamento climatico.

Parlando dell’aereo, George E. Bye, CEO di Bye Aerospace, afferma: “L’eFlyer 800 è il primo aereo a tecnologia di propulsione completamente elettrica che raggiunge prestazioni e sicurezza con due turboeliche senza CO2 e con costi operativi estremamente bassi. Questo tipo di economia e prestazioni notevoli è reso possibile dal sistema di propulsione elettrica e dalla tecnologia avanzata delle celle della batteria che si traduce in densità di energia significativamente più elevate.”

Le stime delle prestazioni dell’eFlyer 800 includono una velocità di crociera fino a 320 nodi, un tetto di 35.000 piedi e un’autonomia di 500 nm con riserve IFR di 45 minuti a una velocità di crociera normale di 280 nodi.

Le sue caratteristiche di sicurezza includono due motori elettrici montati sulle ali, ciascuno con doppio avvolgimento ridondante del motore, pacchi batteria quadrupli e un paracadute aereo completo. Inoltre, alcune delle sue altre caratteristiche includono un sistema di atterraggio automatico di emergenza, un algoritmo intelligente che garantisce la protezione dell’involucro, l’evitamento del terreno e l’instradamento per l’atterraggio automatico di emergenza, e anche un’opzione per le celle solari di alimentazione supplementare nonché il taxi elettrico sulle ruote.

L’aereo ha 8 posti e può ospitare fino a sette passeggeri, con uno o due piloti. L’eFlyer 800 ha solo un quinto dei costi operativi dei tradizionali aerei a turboelica e si rivolge ai mercati degli aerotaxi, degli aerei da carico, degli aerei regionali e dei charter.

Il CEO e co-fondatore di JetClub, Vishal Hiremath, afferma: “La sostenibilità è al centro della filosofia di JetClub e Jet It. Voglio essere chiaro. L’aviazione è necessaria per connettersi, viaggiare, esplorare e capire. Viaggiare è veramente la migliore educazione. Solo l’aviazione lo ha reso possibile. Quando possiamo farlo con il 100% di aria pulita e zero emissioni, è una vittoria per noi e per l’ambiente. Con l’aggiunta dell’eFlyer 800 alla nostra flotta, facciamo un salto in avanti nei nostri obiettivi di sostenibilità senza compromettere i viaggi d’affari e lo sviluppo economico“.

JetClub riporta che i viaggi dell’eFlyer 800 dovrebbero iniziare entro il 2025, con zero emissioni e solo un quinto dei costi operativi dei tradizionali aerei biturbo.

Ronald Micallef: “Malta è il ponte tra UE e Africa”

Il portale TheJournal.mt ha intervistato Ronald Micallef, ambasciatore in Etiopia e rappresentante di Malta presso l’Unione Africana, che ha parlato delle relazioni di lungo corso di Malta con l’Africa, spesso sottovalutate e certamente significative.

Malta ha un impegno profondo e storico con il continente africano attraverso il commercio e l’educazione. Sotto i Cavalieri di San Giovanni, l’isola del Mediterraneo fu uno dei primi paesi in Europa a importare caffè dall’Abissinia (l’odierna Etiopia). Numerosi maltesi hanno vissuto e lavorato in tutta l’Africa come missionari ed educatori offrendo un contributo molto importante alla costruzione di ospedali e sistemi scolastici. Diversi governanti maltesi hanno persino lasciato il segno nel servizio civile verso paesi come il Ghana e l’Etiopia. L’ambasciatore Micallef ritiene che queste connessioni, basate su istruzione, ospedali e commercio, caratterizzino l’orgoglioso impegno di Malta per molti anni con il nostro continente vicino, l’Africa.

In anni più recenti, il dialogo di Malta con l’Africa è avvenuto attraverso il Commonwealth e l’Unione Europea – un doppio ruolo importante e unico in vista della posizione dell’Unione Europea come principale partner commerciale dell’Africa. L’UE sta ora formulando una strategia a lungo termine per l’Africa e il lancio della strategia di Malta all’inizio del 2020 è stato un punto di svolta tempestivo che riflette un crescente riconoscimento locale e internazionale dell’importanza dell’economia africana.

Come paese del Commonwealth di lingua inglese che confina sia con l’Europa che con un’Africa in crescita, Malta occupa una posizione forte per fornire una vasta gamma di prodotti e servizi per i mercati emergenti. Il Paese ha ambasciate o consolati in tutto il nord dell’Africa, e di recente ha conosciuto un’espansione della sua presenza anche in altri Paesi. È in questo contesto che l’apertura della prima ambasciata di Malta nell’Africa sub-sahariana ad Accra, Ghana, è un riflesso della crescente fiducia e volontà di Malta di impegnarsi con l’Africa attraverso il commercio e lo sviluppo“.

L’ambasciatore Micallef conferma che c’è stata una crescita impressionante nelle economie africane negli ultimi anni, e ritiene che l’approccio maltese dovrebbe essere quello di collaborare con l’Africa in settori specifici in cui sono chiare le esigenze che Malta può affrontare, e dove le aziende maltesi possono aggiungere valore. Questo spesso richiede una revisione dei modelli di business, una comprensione dei finanziamenti, delle banche, dei sistemi normativi e del branding dei prodotti per soddisfare le esigenze e i bisogni africani:

Si tratta di un’impresa complessa che richiede tempo, ma stiamo facendo buoni progressi. Il Ministero degli Affari Esteri ed Europei ha giocato un ruolo chiave in questo senso con l’apertura dell’Ambasciata di Malta ad Accra. Ora sono in atto piani avanzati e imminenti per aprire una seconda ambasciata ad Addis Abeba (Etiopia) che è la sede dell’Unione Africana e un punto di ingresso al Corno d’Africa“.

Il commercio di Malta con l’Africa è già significativo, ma ha il potenziale per crescere ancora di più una volta stabilita la presenza in questi mercati emergenti. Nel 2018 il commercio con l’Africa da Malta si è già attestato al 12% del commercio complessivo e sono stati registrati risultati tangibili grazie alla presenza di Malta nei paesi chiave. Con uno sforzo concertato, Malta può ottenere di più una volta individuati i partner, i paesi, i prodotti e i mercati giusti che corrispondono ai suoi punti di forza e alle sue aspirazioni.

L’ambasciatore Micallef sostiene inoltre che Malta sta costruendo una presenza in Africa attraverso un “approccio hub and spoke” per massimizzare la sua portata:

Stiamo ristabilendo la nostra presenza diplomatica in Libia e rafforzando i nostri programmi in Nord Africa, dove le ambasciate sono già operative. La nostra nuova Alta Commissione in Ghana fornisce un punto d’ingresso per il commercio con l’Africa occidentale, mentre la nostra prevista Ambasciata in Etiopia ci permetterà di sviluppare nuovi mercati nel Corno d’Africa. Inoltre, attraverso TradeMalta, abbiamo usato questi mesi pandemici per impostare con successo missioni commerciali virtuali con la Namibia e il Ruanda, dato che entrambi i paesi forniscono importanti opportunità per Malta di raggiungere paesi più grandi rispettivamente nell’Africa meridionale e centrale.

Il Ministero degli Affari Esteri ed Europei ha poi nominato ambasciatori non residenti in Sud Africa e Senegal, oltre a nuovi consoli e rappresentanti in tutta l’Africa. Questo approccio concertato – una rete di rappresentanza – riflette l’impegno di Malta in Africa. Abbiamo anche aumentato la nostra attività dell’Agenzia per lo Sviluppo d’Oltremare (ODA) e il nostro impegno nel campo dell’istruzione, così come la nostra diplomazia culturale, poiché ci consideriamo il partner commerciale e strategico dell’Africa nell’UE, mentre vediamo anche opportunità di collaborare con paesi più lontani come il Giappone, la Cina, gli Stati Uniti e altri in Africa. Ci vediamo come un paese sicuro e stabile che può dare risultati in Africa“.

Ronald Micallef è anche il rappresentante di Malta presso l’Unione Africana, che riunisce oltre 54 paesi africani attraverso la sua Visione 2063 nel tentativo di raggiungere un’Africa integrata, prospera e pacifica. L’Unione africana ha fatto alcuni progressi notevoli negli ultimi anni, in particolare con il lancio dell’Accordo commerciale continentale africano (AfCTA) che è iniziato il 1° gennaio 2021. La sede dell’AfCTA è ad Accra, in Ghana, mentre la capitale politica dell’Unione Africana è ad Addis Abeba. Malta, assicura l’ambasciatore, è ben posizionata per impegnarsi in importanti discussioni commerciali e politiche che formeranno la base del futuro dell’Africa. L’Africa sarà un mercato unico, un’entità continentale per beni e servizi che promuove il movimento di capitali e persone. Questo apre enormi opportunità per Malta, che è così vicina, come centro di servizi e logistica per il commercio internazionale con l’Africa.

Alla luce di ciò, come può Malta fungere da collegamento tra l’Africa e l’UE?

L’ambasciatore Micallef ritiene che Malta debba sforzarsi di diventare il collegamento. La vicinanza e il potenziale dell’Africa obbliga Malta e l’UE ad esplorare urgentemente le opportunità emergenti in un continente vicino di grande potenziale. Questa è l’opportunità per Malta di proiettarsi in Africa come partner per il commercio, lo sviluppo, la scienza e la pace.

Ritiene inoltre che Malta possa essere un’eccellente base operativa non solo per le aziende dell’UE che cercano un ponte con l’Africa, ma anche per altri paesi chiave che cercano una base operativa stabile all’interno dell’UE da dove possono fornire servizi commerciali in modo sicuro e con fiducia.

Sono lieto di riferire che stiamo assistendo a un certo numero di aziende internazionali in settori ad alto rendimento delle nuove tecnologie che stanno scegliendo di investire a Malta specificamente come piattaforma per raggiungere i mercati in Africa. Questo è incoraggiante in quanto conferma ulteriormente che abbiamo bisogno di essere sul terreno attraverso le nostre rappresentanze ufficiali in Nord Africa, Africa Occidentale (Accra) e Africa Orientale (Addis Abeba) mentre coltiviamo i legami con paesi come il Ruanda e la Namibia che stanno attraversando cambiamenti molto rapidi. Ci sono opportunità di crescita interessanti nell’intelligenza artificiale, nell’energia, nella tecnologia dei droni o nelle industrie creative da cui Malta può imparare e dove possiamo portare valore aggiunto e accesso al mercato grazie al nostro ecosistema economico collegato. La condivisione delle informazioni, come il commercio, funziona meglio quando è progettata per beneficiare entrambe le parti e questo approccio di partenariato reciproco è molto nello spirito dell’impegno di Malta con l’Africa“.

L’ambasciatore Micallef aggiunge che l’impegno continuo di Malta con l’Africa permette di sfruttare i punti di forza in termini di posizione, lingua e cultura, così come i legami politici ed economici rafforzati per creare opportunità di crescita per l’Africa, così come per Malta e per i paesi o le aziende che saranno attratti ad investire a Malta come base per le loro operazioni africane:

Malta può certamente essere un ponte tra l’UE e l’Africa, ma per farlo efficacemente, dobbiamo essere in Africa: contribuire alle soluzioni e partecipare efficacemente alla crescita economica e al potenziale del nostro vicino continente. L’apertura di ambasciate e il rafforzamento della rappresentanza in paesi mirati in Africa, la canalizzazione degli aiuti d’oltremare e il nutrimento di crescenti legami commerciali e di opportunità per le aziende maltesi e internazionali, evidenzia chiaramente che il nostro Paese è impegnato a rendere la sua presenza in Africa rilevante ed efficace, in linea con i più ampi obiettivi nazionali e dell’UE di sostenere gli sforzi per creare un’Africa più ricca per il benessere delle sue popolazionii“.

Liquidità, affitto, energia: tre sostegni alle imprese

Il governo ha annunciato tre nuove misure, per un investimento complessivo di 12 milioni di euro, per aiutare le imprese che sono state costrette a chiudere i battenti a causa della pandemia da Covid-19.

A presentare le tre iniziative, che fanno parte del recovery plan maltese, sono stati di recente il Ministro dell’Energia, delle Imprese e dello Sviluppo Sostenibile, Miriam Dalli, e il CEO di Malta Enterprise, Kurt Farrugia.

One-time cash grant

Il primo schema è una sovvenzione una tantum in denaro di 1.000 euro destinata alle imprese che sono rimaste chiuse dopo il 10 maggio 2021, come da avvisi legali emessi dall’Autorità sanitaria, e che ricevono l’integrazione salariale.

Alle imprese potenzialmente ammissibili verrà inviata un’email contenente un link per un semplice processo di applicazione.

Malta Enterprise elaborerà quindi il processo a tempo debito e i fondi saranno inviati direttamente nei conti bancari delle imprese.

Rent refund scheme

Le imprese che hanno dovuto chiudere le loro attività a causa di avvisi legali del governo nel marzo 2021 potranno ricevere un rimborso dell’affitto.

Le imprese che hanno ricevuto l’integrazione salariale dal 2020 e si sono avvalse del Rent Refund Scheme nel 2020, saranno anche ammesse per un’integrazione del 50% sull’importo ricevuto l’anno scorso.

I nuovi richiedenti che hanno chiuso i battenti nei mesi di marzo e aprile 2020 e hanno beneficiato dell’integrazione salariale sono ammesse al regime di rimborso dell’affitto secondo i seguenti criteri:

  • Se un’azienda ha da 1 a 9 dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di una rata di affitto ammissibile con un sostegno massimo di 1.250 euro;
  • Se un’azienda ha da 10 a 19 dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di due rate di affitto ammissibili con un sostegno massimo di 2.000 euro;
  • Se un’azienda ha da 20 a 29 dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di tre rate di affitto ammissibili con un sostegno massimo di 2.750 euro;
  • Se un’azienda ha da 30 a 39 dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di quattro rate di affitto ammissibili con un sostegno massimo di 3.500 euro;
  • Se un’azienda ha 40 e più dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di cinque rate di affitto ammissibili con un sostegno massimo di 3.750 euro.

Per quanto riguarda il processo di applicazione, le imprese che hanno ricevuto un rimborso dell’affitto per il 2020 e il cui contratto di affitto è ancora valido (non scaduto o aggiornato) non dovranno ripresentare nuove copie del loro contratto. Nel frattempo, le imprese che hanno ricevuto solo un’integrazione salariale durante i mesi di marzo e aprile 2021 saranno invitate a presentare domanda per il Rent Refund Scheme che copre i costi di affitto sostenuti nel 2021.

L’email del Rent Scheme 2021 sarà inviata a tutti i richiedenti ammissibili (sia nuovi che già registrati) verso la metà di luglio.

Electricity Refund scheme

Questo schema si applica anche alle imprese che hanno chiuso nei mesi di marzo e aprile 2021, e copre il 50% della bolletta elettrica da giugno ad agosto 2021.

I richiedenti che hanno beneficiato dell’integrazione salariale solo nei mesi di marzo e aprile 2021 dovranno presentare una domanda completa. Nei prossimi mesi sarà inviata un’e-mail attraverso la quale i richiedenti idonei saranno indirizzati alla domanda.

  • Se un’azienda ha da 1 a 9 dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di una bolletta mensile ammissibile con un sostegno massimo di 1.500 euro all’anno;
  • Se un’azienda ha da 10 a 19 dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di due bollette mensili ammissibili con un sostegno massimo di 3.000 euro all’anno;
  • Se un’azienda ha da 20 a 29 dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di tre bollette mensili ammissibili con un sostegno massimo di €4.500 all’anno;
  • Se un’azienda ha da 30 a 39 dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di quattro bollette mensili ammissibili con un sostegno massimo di 6.000 euro all’anno;
  • Se un’azienda ha 40 o più dipendenti che ricevono l’integrazione salariale: rimborso di cinque bollette mensili ammissibili con un sostegno massimo di 7.500 euro all’anno.

I richiedenti che hanno beneficiato dello schema di rimborso delle spese di elettricità l’anno scorso sperimenteranno un processo di applicazione più semplice. E coloro che hanno un conto ARMS non dovranno presentare le copie delle loro bollette pagate.

Ecco il nuovo drone maltese per spedizioni veloci

Il primo drone maltese progettato per consegne e spedizioni ha completato con successo il suo viaggio inaugurale, aprendo di fatto una nuova pagina destinata a scrivere il nostro futuro.

Si tratta di una soluzione innovativa pensata per realizzare n modo rapido ed efficiente consegne urgenti in luoghi separati dal mare e che distano anche decine di chilometri.

Il drone Skymax, creato con la collaborazione di QuAero, Phoenix Wings e Hands On Systems, ha volato con successo da Cirkewwa a Comino trasportando forniture mediche.

Il viaggio inaugurale di Skymax, in particolare, ha trasportato un carico di tamponi per i test Covid-19 e alcune sacche di sangue.

Con un peso di circa 25 kg e la capacità di trasportare fino a 10 kg di carico, il drone può fare viaggiare da La Valletta a Victoria, Gozo, in circa 20 minuti: questo potrebbe essere cruciale nella consegna di forniture salvavita quando la sfida è contro il tempo.

Il veicolo elettrico, del costo di circa 100 mila euro, è in grado di coprire con una sola ricarica della batteria fino a 80 chilometri: cifra che può comunque variare a seconda del tempo, del peso del carico e di altri fattori esterni.

Secondo Geoffrey Farrugia di Hands On Solutions, che ha organizzato il primo volo del drone, Malta è il luogo di sperimentazione ideale per queste soluzioni, sia perché è formata da tre isole sia per la sua propensione a investire nella crescita del settore aviazione. Non si esclude, quindi, che il drone possa in futuro diventare uno strumento utile anche per soluzioni commerciali B2B.

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Malta e il lavoro autonomo: cosa c’è da sapere

Le piccole attività, anche di start-up, a Malta tendono ad optare per l’avvio di un’organizzazione di lavoro autonomo, soprattutto per i benefici fiscali. Mentre una società maltese viene tassata con un’aliquota del 35% sul suo profitto operativo, un lavoratore autonomo viene tassato a tassi individuali, che variano dallo 0% ad un massimo al 35%. Nell’esercizio di un’impresa autonoma non esiste alcuna responsabilità limitata di cui godono ovviamente le Ltd.

Di solito, un individuo sceglie di continuare a lavorare come lavoratore autonomo quando si erogano servizi con responsabilità diretta. Una volta che l’attività aziendale cresce ad un certo livello, ovviamente, suggeriamo sempre di trasformare l’attività di lavoratore autonomo in società. L’attività di lavoro autonomo può essere sia a tempo pieno che a tempo parziale.

Qualsiasi tipo di attività di self-employment dovrà essere registrata con Jobplus (Autority di collocamento). In questo modo la persona fisica inizierà a ricevere l’apposito modulo di dichiarazione dei redditi.

Un lavoratore autonomo può anche assumere dei dipendenti. Per fare questo deve ricevere il numero del PE (previdenza)

Se il candidato autonomo è straniero oppure non ha mai lavorato a Malta, la persona fisica deve richiedere un numero di previdenza sociale, noto anche come numero di assicurazione nazionale (NI) e/o un numero fiscale, a seconda del caso specifico.

Sicurezza sociale

Come lavoratore autonomo, la persona fisica dovrà gestire i pagamenti dei contributi previdenziali direttamente, a differenza di un dipendente, il cui reddito e contributi sociali sono normalmente detratti dal datore di lavoro dal suo stipendio. I contributi previdenziali sono regolati ogni quattro mesi, in aprile, agosto e dicembre. I contributi previdenziali per un lavoratore autonomo sono pari al 15% del reddito annuo dell’anno precedente. Se questo è il primo anno di attività, occorre applicare il tasso minimo di contributo secondo la legge vigente.

Imposta

L’utile netto dell’attività di lavoro autonomo è considerato il reddito imponibile. Tale reddito netto dovrebbe essere tassato alle aliquote fiscali individuali. La dichiarazione del reddito annuo e la relativa imposta dovranno essere riportate e pagate entro la fine di giugno dell’anno successivo attraverso il modulo sull’imposta sul reddito. Le aliquote fiscali variano da un minimo di 0% per redditi fino a €. 9.100 un massimo del 35% per redditi superiori a €. 60,001

Tasse provvisorie

Dopo il secondo anno pieno di attività come lavoratore autonomo, l’individuo inizierà a ricevere una scheda provvisoria proveniente dal dipartimento delle entrate in ingresso. Attraverso questa modalità, i lavoratori autonomi inizieranno a pagare un’imposta sul reddito provvisoria ed i contributi previdenziali. Questa imposta provvisoria si basa sul reddito dichiarato e sulle tasse in vigore due anni prima dell’anno in corso. I pagamenti per la previdenza sociale saranno definiti e definitivi, mentre ogni imposta sul reddito pagata più o meno dell’imposta effettiva sul reddito dovuta all’utile netto di quell’anno dovrà essere rimborsata o risolta rispettivamente mediante il rendimento dell’imposta sul reddito dovuto entro la fine di giugno, come accennato in precedenza.

I.V.A.

L’attività di lavoro autonomo deve essere registrata anche presso il dipartimento IVA. In fase di applicazione, a seconda delle vendite stimate che tale attività produrrà, verrà applicato una specifica registrazione IVA. A seconda dell’attività, l’aliquota IVA da applicare varia dal 18%, al 7% o al 5%. L’IVA pagata sulle spese attinenti all’attività commerciali può essere detratta sulla dichiarazione trimestrale.

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Lista grigia FAFT-GAFI: le procedure antiriciclaggio non cambiano

Con una nota interpretativa, pubblicata sul proprio sito web il 23 giugno scorso, la FIAU, l’Unità di analisi dell’informazione finanziaria è agenzia centrale nazionale maltese, all’indomani dell’inserimento di Malta nella lista grigia da parte dell’Organismo FAFT-GAFI ha ritenuto opportuno dare delle indicazioni ben precise a tutti gli operatori finanziari del Paese, affinché possano continuare a rispettare, senza allarmismi, i loro obblighi di verifica e valutazione sui rischi antiriciclaggio.

Leggi anche – Il FAFT-GAFI inserisce Malta nella grey list: ecco le ragioni

Nella stessa nota, l’organismo ispettivo maltese, ha opportunamente segnalato agli operatori finanziari che “sebbene i soggetti siano tenuti a valutare la rispettabilità e il rischio di una giurisdizione per comprendere meglio i rischi a cui sono esposti, tale obbligo non deve essere interpretato come applicabile anche ai soggetti maltesi rispetto a Malta stessa. Pertanto, gli operatori non sono tenuti a valutare i rischi giurisdizionali derivanti dall’intrattenere rapporti d’affari o dalla conduzione di operazioni occasionali con clienti maltesi o residenti.

Va inoltre evidenziato come la FIAU abbia precisato che, sebbene Malta sia stata collocata sotto un maggiore monitoraggio da parte del GAFI, questo non significa che la giurisdizione maltese sia stata, di default, considerata come non rispettabile o come una giurisdizione ad alto rischio.

L’inserimento nella lista grigia da parte di FAFT-GAFI, come riportato nella nota interpretativa, non deve essere considerata come un fattore scatenante per rivedere o aggiornare la Valutazione del rischio aziendale o la Valutazione del rischio dei clienti. Né questo sviluppo, di per sé, deve comportare un’intensificazione delle misure AML/CFT, compresa l’applicazione dell’EDD (Enhanced Due Diligence), nei confronti dei clienti maltesi o residenti a Malta, compresi gli organismi societari e gli accordi legali stabiliti a Malta o aventi titolari effettivi maltesi.

In conclusione, la FIAU comunica che tutti i soggetti interessati possono quindi continuare a fare affidamento su altri soggetti maltesi e possono ugualmente continuare ad applicare SDD su clienti maltesi o residenti in situazioni che si ritiene pongano un basso rischio di ML/FT, ossia di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

Il FAFT-GAFI inserisce Malta nella grey list: ecco le ragioni

Prima di elencare le ragioni che hanno indotto l’organismo internazionale FATF-GAFI, ad inserire Malta nella Grey List, è necessario spiegare il quadro giuridico di riferimento che è alla base di queste decisioni, al fine di comprenderne gli effetti sull’economia reale.

La Financial Action Task Force (FATF) è l’organismo di vigilanza globale contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. L’organismo intergovernativo stabilisce standard internazionali che mirano a prevenire queste attività illegali e il danno che causano alla società. In qualità di organo decisionale, il FATF-GAFI lavora per generare la volontà politica necessaria per realizzare riforme legislative e regolamentari nazionali in questi settori.

Quando il GAFI pone una giurisdizione sotto un maggiore monitoraggio, significa che il paese si è impegnato a risolvere rapidamente le carenze strategiche individuate entro i tempi concordati ed è soggetto a un maggiore monitoraggio. Questo elenco è spesso indicato esternamente come “lista grigia”.

Il GAFI e gli organismi regionali in stile GAFI (FSRB) continuano quindi a collaborare con le giurisdizioni messe sotto osservazione mentre riferiscono sui progressi compiuti nell’affrontare le loro carenze strategiche. Il GAFI invita, inoltre, queste giurisdizioni a completare i loro piani d’azione rapidamente e nei tempi concordati. Il GAFI non richiede l’applicazione di misure rafforzate di due diligence da applicare a queste giurisdizioni, ma incoraggia le stesse a tenere conto delle informazioni presentate nella loro analisi dei rischi.

Veniamo ora alla posizione di Malta ed alle raccomandazioni che il GAFI ha comunicato al Governo, affinché la legislazione malese possa essere implementata per garantire una lotta al riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

A seguito delle segnalazioni del GAFI, Malta ha assunto un impegno politico di alto livello a collaborare con il GAFI e il MONEYVAL per rafforzare l’efficacia del suo regime AML/CFT.

Dall’adozione del suo MER (Moneyval-Mutual-Evaluation-Report) nel luglio 2019, Malta ha compiuto progressi su una serie di azioni raccomandate dallo stesso documento, per migliorare il suo sistema, ed in particolare su come:

  • rafforzare l’approccio basato sul rischio alla supervisione di FI e DNFBP;
  • migliorare il processo analitico per l’intelligence finanziaria;
  • reperire risorse per la polizia e conferire poteri ai pubblici ministeri per indagare e accusare il riciclaggio di denaro complesso in linea con il profilo di rischio di Malta;
  • l’introdurre una politica nazionale di confisca e l’approvazione di una legge sulla confisca non basata sulla condanna;
  • aumentare le sanzioni disponibili per il reato di TF e capacità di indagare sui movimenti di contanti transfrontalieri per potenziali attività di TF;
  • aumentare il raggio d’azione e la comunicazione immediata agli enti segnalanti in merito a sanzioni finanziarie mirate e migliorare la comprensione del rischio da parte della TF del settore delle NPO.

Malta si è impegnata, inoltre, ad attuare tutte le azioni, per mettere in atto il suo piano d’azione GAFI continuando a garantire che le informazioni sulla titolarità effettiva delle società siano accurate e che, ove appropriato, sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive, commisurate ai rischi ML/TF, siano applicate alle persone giuridiche se le informazioni fornite dovessero risultare inesatte.

Va inoltre segnalato come Malta abbia garantito che:

  • saranno applicate sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive ai consulenti, quando questi non dovessero rispettare i loro obblighi nell’ottenere informazioni accurate e aggiornate sulla titolarità effettiva;
  • sarà potenziato l’uso dell’intelligence finanziaria dell’UIF per sostenere le autorità che perseguono procedimenti penali in materia di imposte e riciclaggio di denaro, anche chiarendo i ruoli e le responsabilità del Commissario per le entrate e della UIF;
  • aumenterà l’attenzione dell’analisi della FIU su questi tipi di reati, per produrre informazioni che aiutino le forze dell’ordine maltesi a rilevare e indagare sui casi in linea con i rischi di riciclaggio di denaro individuati a Malta relativi all’evasione fiscale.

E’ evidente, quindi, che l’organismo di controllo internazionale, ha inteso inserire Malta nella lista grigia non per le sue pseudo responsabilità in tema di transazioni illegali di criptovalute o per il proprio schema di cittadinanza e residenza (non gradito a diversi Stati dell’Unione Europea), ma perché, in base alle varie considerazioni e valutazioni fatte dagli esperti, la legislazione maltese, così com’è attualmente, sembrerebbe non garantire una lotta concreta al riciclaggio di denaro sporco e finanziamento al terrorismo.

Che poi le centrali del riciclaggio di denaro siano posizionate in altre giurisdizioni, poco importa. Al GAFI non interessa il risultato delle misure adottate ma solo l’applicazione delle stesse.

Leggi – Il rapporto FATF-GAFI su Malta

E-commerce: dal 1° Luglio nuove regole per la gestione IVA

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Anche a Malta entra in vigore la nuova direttiva UE che dal 1° luglio modificherà le procedure per la gestione Iva delle operazioni commerciali on line.  Le nuove disposizioni avranno un impatto diretto sulle attività di e-commerce.

In particolare, al nuovo regolamento saranno interessate tutte le operazioni di commercio elettronico relative a:

– tutte le prestazioni di servizi rivolte a consumatori finali in ambito UE (anche sotto la soglia di euro 10.000 annui);

– le “vendite a distanza di beni” rivolte a consumatori finali in ambito UE (anche se la vendita è effettuata attraverso altre interfacce elettroniche/fornitori virtuali).

In quest’ultimo caso:

– se l’ammontare complessivo annuo delle vendite di beni NON supera i 10mila euro, ogni fornitore applica l’aliquota iva vigente nel proprio paese (quella italiana per il fornitore italiano)

– se le vendite superano l’importo di euro 10.000 annuali, il fornitore deve applicare l’aliquota iva  vigente nel paese di destinazione del singolo bene. 

In particolare, al superamento della soglia di 10.000 euro, il fornitore italiano ha due opzioni:

  • identificarsi in ciascun paese estero di destinazione dei beni a consumatori finali;
  • iscriversi al regime OSS (One Stop Shop) accedendo alla propria area riservata dell’agenzia entrate. All’interno della stessa area,  il fornitore iscritto al regime OSS dovrà effettuare ogni 3 mesi una dichiarazione iva relativa alle sole operazioni effettuate in tale regime, ed il pagamento della relativa iva.  Il versamento Iva sarà totale e riferito a tutte le operazione fatte nei vari Stati; saranno poi i vari Stati a percepire ciascuno l’iva di propria competenza territoriale. 

ESENZIONE PER MERCI DI BASSO VALORE: IOSS

La Direttiva introduce inoltre un regime speciale di importazione per le vendite a distanza di beni importati del valore non superiore a 150 euro. Tutti i soggetti passivi che effettuano vendite a distanza di beni importati da un territorio o un Paese terzo di valore non superiore a 150 euro possono iscriversi al regime IOSS  (Import One Stop Shop) beneficiando dell’esenzione iva su queste operazioni. L’iscrizione può essere effettuata fin da ora, accedendo alla propria area riservata dell’agenzia entrate. All’interno della stessa area, il fornitore iscritto al regime OSS dovrà effettuare ogni mese una dichiarazione iva relativa alle sole operazioni effettuate in tale regime.