Oltre 210.000 lavoratori dipendenti stanno ricevendo a casa, in questi giorni, un assegno da parte del Governo a titolo di parziale rimborso delle imposte sul reddito versate nel 2019. L’assegno, che si può incassare comodamente in banca o anche tramite uno sportello automatico, è accompagnato da una lettera del ministro delle Finanze, Edward Scicluna.

La misura del rimborso fiscale è in corso di attuazione per il terzo anno consecutivo, e costerà al Governo 11,5 milioni di euro, per un valore complessivo che nel triennio ammonta a 35 milioni di euro. Il rimborso per ciascun contribuente può variare dai 40 ai 70 euro a seconda del reddito percepito, dello stato civile e dei figli a carico.

La notizia riguarda da vicino anche la comunità italiana. Ad accoglierla con favore è stato anche un giovane siciliano, entrato in contatto con il quotidiano Il Moderatore per testimoniare la sua esperienza positiva nell’isola dei Cavalieri: “Qui c’è rispetto per le imprese e per i lavoratori senza utilizzo dei sindacati, anche perchè non esistono. Ognuno fa il suo e lo Stato ne è Garante. In Italia stavo morendo di bile tra continue tasse e il sistema di credito bancario a cui dovevamo chiedere solo se avevamo soldi. Tutto incredibile.

Nel presentare la misura in Parlamento, il Ministro delle Finanze è tornato anche sulle azioni perseguite durante l’emergenza coronavirus, dicendosi soddisfatto di come Malta sia ancora in cima alla classifica UE per creazione di posti di lavoro (dati Eurostat), grazie alla decisione di non arrivare ad un blocco totale delle attività.

Scicluna ha raccontato come la prima priorità del governo sia stata quella di salvaguardare i posti di lavoro attraverso il piano di integrazione salariale ad un costo di 68 milioni di euro, spesi fino alla fine di maggio. Così la disoccupazione è stata mantenuta al 4%, che è ancora il livello più basso degli ultimi 50 anni.