Fiscalità Imprese persone fisiche

Self employed – Il lavoro autonomo a Malta

Stefano Colombetti
Scritto da Stefano Colombetti

Le piccole attività anche di start-up a Malta tendono ad optare per un’organizzazione autonoma, soprattutto per i benefici fiscali.

Mentre una società maltese viene tassata con un’aliquota del 35% sul suo profitto operativo, un lavoratore autonomo viene tassato a tassi individuali, che variano dallo 0% ad un massimo al 35%. Nell’esercizio di un’impresa autonoma non esiste alcuna responsabilità limitata di cui godono ovviamente le Ltd.

Di solito, un individuo sceglie di continuare a lavorare come lavoratore autonomo quando si erogano servizi con responsabilità diretta. Una volta che l’attività aziendale cresce ad un certo livello, ovviamente, suggeriamo sempre di trasformare l’attività di lavoratore autonomo in società. L’attività di lavoro autonomo può essere sia a tempo pieno che a tempo parziale.

Qualsiasi tipo di attività di self-employment dovrà essere registrata con Jobplus (Autority di collocamento). In questo modo la persona fisica inizierà a ricevere l’apposito modulo di dichiarazione dei redditi.

Un lavoratore autonomo può anche assumere dei dipendenti. Per fare questo deve ricevere il numero del PE (previdenza)

Se il candidato autonomo è straniero oppure non ha mai lavorato a Malta, la persona fisica deve richiedere un numero di previdenza sociale, noto anche come numero di assicurazione nazionale (NI) e/o un numero fiscale, a seconda del caso specifico.

Sicurezza sociale

Come lavoratore autonomo, la persona fisica dovrà gestire i pagamenti dei contributi previdenziali direttamente, a differenza di un dipendente, il cui reddito e contributi sociali sono normalmente detratti dal datore di lavoro dal suo stipendio. I contributi previdenziali sono regolati ogni quattro mesi, in aprile, agosto e dicembre.

I contributi previdenziali per un lavoratore autonomo sono pari al 15% del reddito annuo dell’anno precedente. Se questo è il primo anno di attività, occorre applicare il tasso minimo di contributo secondo la legge vigente.

A questo link è possibile calcolare i contributi sociali: Clicca qui

Imposta

L’utile netto dell’attività di lavoro autonomo è considerato il reddito imponibile. Tale reddito netto dovrebbe essere tassato alle aliquote fiscali individuali. La dichiarazione del reddito annuo e la relativa imposta dovranno essere riportate e pagate entro la fine di giugno dell’anno successivo attraverso il modulo sull’imposta sul reddito.

Le aliquote fiscali variano da un minimo di 0% per redditi fino a €. 9.100 un massimo del 35% per redditi superiori a €. 60,001

Tasse provvisorie

Dopo il secondo anno pieno di attività come lavoratore autonomo, l’individuo inizierà a ricevere una scheda provvisoria proveniente dal dipartimento delle entrate in ingresso. Attraverso questa modalità, i lavoratori autonomi inizieranno a pagare un’imposta sul reddito provvisoria ed i contributi previdenziali. Questa imposta provvisoria si basa sul reddito dichiarato e sulle tasse in vigore due anni prima dell’anno in corso. I pagamenti per la previdenza sociale saranno definiti e definitivi, mentre ogni imposta sul reddito pagata più o meno dell’imposta effettiva sul reddito dovuta all’utile netto di quell’anno dovrà essere rimborsata o risolta rispettivamente mediante il rendimento dell’imposta sul reddito dovuto entro la fine di giugno, come accennato in precedenza.

I.V.A.

L’attività di lavoro autonomo deve essere registrata anche presso il dipartimento IVA. In fase di applicazione, a seconda delle vendite stimate che tale attività produrrà, verrà applicato una specifica registrazione IVA. A seconda dell’attività, l’aliquota IVA da applicare varia dal 18%, al 7% o al 5%. L’IVA pagata sulle spese attinenti all’attività commerciali può essere detratta sulla dichiarazione trimestrale.

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Libero professionista, avvocato, partner Malta Business