Con oltre 300 partecipanti registrati, lo spazio virtuale non ha frenato l’interesse per la tradizionale Conferenza annuale di FinanceMalta, giunta quest’anno alla 13ma edizione. In una piattaforma dove non sono mancati gli espositori, con spazi online accessibili da tutti i partecipanti per conoscere i servizi offerti, è andato di scena un dibattito della durata di tre giorni incentrato intorno ai temi dell’innovazione e del futuro del settore.

Dopo i saluti del Primo Ministro, Robert Abela, e del Presidente di FinanceMalta, Rudolph Psaila, già la prima sessione è stata dedicata al futuro dei servizi finanziari a Malta nel prossimo decennio, moderata dalla coordinatrice delle Comunicazioni della Banca Centrale di Malta, Vannessa Macdonald. Nel corso del dibattito sono intervenuti Michael Xuereb, Chief Officer, Strategy, Policy and Innovation presso l’MFSA; Stephen McCarthy, CEO di Malta Digital Innovation Authority, e Dana Farrugia, CEO di Tech.MT (che Malta Business ospiterà a breve con un’intervista esclusiva).

Tra i nodi affrontati, quello della formazione di nuove risorse professionali per dare sostegno a un settore diventato fondamentale per l’economia maltese: a tal fine servono figure di diversa natura, da ingegneri e matematici, a professionisti del digitale e sviluppatori. Ma la preoccupazione è che Malta, così come il resto del mondo, non stanno ancora coltivando un numero di talenti tale da soddisfare la domanda.

La discussione si è poi spostata sulle tecnologie più innovative da applicare ai servizi finanziari, come l’economia digitale, e su come affrontare le difficoltà nel legiferare o nel rilasciare licenze in un settore del tutto nuovo, dove Malta ha dovuto fare da apripista e da modello anche per altri Paesi.

La conferenza ha proseguito con un focus sulle politiche di contrasto al riciclaggio di denaro sporco: un tema molto delicato e dibattuto, a partire dal quale è stato fatto un confronto tra le legislazioni di diversi Paesi del Consiglio d’Europa, per poi passare alle azioni intraprese dall’organismo Moneyval e dalle difficoltà che i Paesi di ridotte dimensioni possono trovare nell’applicazione di alcune specifiche direttive. Il messaggio emerso, tuttavia, è la determinazione di Malta nel continuare a perfezionare le norme e gli strumenti di vigilanza non solo per soddisfare i requisiti internazionali, ma anche per la ferma convinzione che la strada da seguire sia quella di attirare progetti di business puliti e trasparenti.

Il secondo giorno ha ospitato un altro tema importante: il ruolo del sistema finanziario rispetto alle politiche di Green Deal per il contrasto ai cambiamenti climatici. A questo proposito, come ribadito anche dall’ex sindaco di New York Michael Bloomberg, il settore dei servizi finanziari intende assumersi una responsabilità anche in ambito sociale, ambientale e di sviluppo. Senza rinunciare a restare un Paese competitivo e ad attirare nuovi investitori, in primis attraverso un sistema fiscale vantaggioso ma allo stesso tempo in linea con gli standard normativi internazionali: per questo il dibattito si è focalizzato anche sui possibili interventi in materia di tassazione per coniugare i due grandi obiettivi.

La giornata conclusiva, infine, ha visto il tema dell’innovazione entrare nel vivo: innovazione tramite nuove tecnologie da sperimentare nel prossimo decennio, innovazione nell’Asset Management e innovazione nel settore assicurativo. Tanti spunti di interesse e ospiti preparati, per un messaggio comune che traspare in conclusione: la volontà di Malta di non cedere il passo, e affermarsi come un Paese all’avanguardia per confermarsi un riferimento in ambito globale.

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