Alla scadenza della prima fase della procedura di gara per la realizzazione del tunnel sottomarino Malta-Gozo sono quattro le aziende che hanno presentato la propria candidatura per costruire l’opera.

Le offerte sono state presentate da due consorzi e due società, che il Ministro delle Infrastrutture Ian Borg ha descritto come “giganti dello sviluppo infrastrutturale“. Nei consorzi che hanno presentato le offerte sono presenti aziende provenienti dall’Italia, dalla Turchia, dalla Cina, dal Giappone e dall’Olanda.

Le aziende sono: Salini Impregilo S.p. A. (che insieme a Fincantieri ha costruito il nuovo Ponte Morandi a Genova), CGYI Malta Gozo Consortium, Equitix – Itochu – Yapi Merkezi – Makyol – Egis Consortium e Malta Gozo Fixed Link Limited.

Il governo ha emesso un questionario di pre-qualificazione lo scorso gennaio e il termine per la presentazione delle domande si è chiuso all’inizio del mese di giugno. Questa è stata la prima fase della lunga procedura di gara per la progettazione, la costruzione, la manutenzione e la gestione del tunnel di 14 km.

Un comitato di valutazione determinerà se gli offerenti hanno soddisfatto i criteri stabiliti nel questionario: in tal caso verranno ammessi alla seconda fase, durante la quale avrà luogo un confronto sugli aspetti tecnici delle infrastrutture.

L’amministratore delegato di Infrastructure Malta, Fredrick Azzopardi, ha dichiarato che un esperto norvegese, che da anni aiuta il governo, continuerà ad assistere l’agenzia durante tutto il processo di valutazione.

Azzopardi ha detto che il tunnel garantirà che il traffico da e per Gozo possa bypassare Xemxija e Mellieha, dove esistono situazioni critiche per il traffico, soprattutto nei weekend, a causa proprio dei veicoli diretti verso l’isola sorella, o che rientrano da essa.

Borg ha detto che il progetto del tunnel sarà completamente finanziato da società private, che recupereranno la spesa per tutta la durata della concessione attraverso un sistema di pedaggio, secondo le dinamiche che rientrano nella “finanza di progetto”.

Alla domanda sui rifiuti inerti che saranno generati, Borg ha assicurato che la gara d’appalto includerà la condizione che i rifiuti rimangano di proprietà del governo, che li considererà come una risorsa e non uno spreco.