A Malta la tassa corrispondente dell’IVA italiana è la VAT, sigla di Value Added Tax (imposta sul valore aggiunto). Questa viene applicata sulla vendita di beni e servizi che è pari al 18%, tranne che per le seguenti specifiche eccezioni:

– 0% per prodotti alimentari e farmaceutici

– 0% per il trasporto nazionale ed internazionale di persone, per scambi intracomunitari

– 5% per servizi destinati ad attività turistiche, attrezzatura sanitaria, oggetti d’arte, fornitura elettrica.

Chiunque svolga un’attività economica è considerato un soggetto passivo ai fini dell’applicazione dell’IVA. Per attività economica si intende un lavoro svolto in forma privata autonomamente, e non alle dipendenze di qualcuno, che rientri in una di queste categorie:

– attività commerciale, imprenditoriale, professionale e la prestazione di servizi personali;

– lo sfruttamento di beni materiali o immateriali al fine di ricavarne un reddito su base continuativa;

– la fornitura da parte di un club, un’associazione o un’organizzazione di strutture o agevolazioni nei confronti dei suoi soci;

– l’ammissione di persone in qualsiasi locale a titolo oneroso.

Chi rientra in una di queste categorie deve quindi richiedere un VAT number, che solitamente inizia con la sigla MT e il cui ottenimento equivale all’apertura di una partita Iva. Il titolare dell’attività economica deve poi emettere una fattura o una ricevuta fiscale per ogni fornitura effettuata.

Trimestralmente viene quindi effettuata la dichiarazione fiscale ai fini Iva (Vat Return), che deve essere presentata entro e non oltre sei settimane dalla fine del periodo d’imposta. Questa dichiarazione include vendite e acquisti del periodo di riferimento dimostrati da corrispettivi documenti di vendita e di acquisto. Per il calcolo della Vat da versare allo Stato includerà dunque la differenza tra le imposte versate e quelle riscosse, dalla quale vengono detratte le seguenti spese: pubblicità, computer e apparecchi elettronici utilizzati per la propria attività, memberships, fees professionali, spese per telecomunicazioni. Il contribuente dovrà quindi versare allo Stato l’importo finale, o riscuotere un rimborso, a seconda del risultato finale.

Esiste infine un’eccezione per i fornitori di servizi a basso valore aggiunto, ossia per quei servizi comprendenti beni che sono incorporati nel valore del servizio stesso (elettricista, ristorazione). Questa categoria di persone può scegliere di registrarsi come “esente ai sensi dell’articolo 11 della legislazione della Vat”, e non dichiarare l’imposta qualora non venissero superate le seguenti soglie: in entrata di 38.000 euro annui per la vendita di beni, 24.000 euro annui per la fornitura di servizi e 20.000 euro annui per altre attività economiche; in uscita di 28.000 euro annui per la vendita di beni, 19.000 euro annui per la fornitura di servizi e 17.000 euro annui per altre attività economiche.

Consulta questo link per trovare maggiori dettagli: https://cfr.gov.mt/en/faqs/Pages/VAT/VAT-FAQs.aspx

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