Il Programma di Investimento Individuale di Malta (IIP) ha portato 1,4 miliardi di euro nelle casse del paese negli ultimi sei anni. Alcuni di questi fondi sono stati utilizzati negli sforzi del paese per mitigare gli effetti della pandemia da Covid-19. Tuttavia, i guadagni derivanti da questo regime di vendita della cittadinanza (a caro prezzo) hanno fatto storcere il naso in Europa.

Il Commissario UE per la Giustizia, Didier Reynders, in una video-ascolto della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, aveva criticato Malta, Cipro e la Bulgaria per i loro programmi di vendita dei passaporti, mentre una delegazione del Parlamento Europeo in visita a Malta aveva definito il programma “un rischio di importazione di attività criminali e riciclaggio di denaro sporco in tutta l’UE“.

Per questo il Governo maltese ha voluto tendere la mano ai partner di Bruxelles con un’inversione di marcia, rivedendo i criteri che consentono ai cittadini non comunitari di ottenere la residenza e la cittadinanza maltese, e quindi di diventare anche europei. Si va ora verso una graduale eliminazione del programma IIP attraverso misure di accesso sempre più ristrette.

Vendita della cittadinanza: criteri più stretti per i richiedenti

Tra le principali novità spicca infatti il requisito che i richiedenti la cittadinanza maltese debbano trascorrere da uno a tre anni a Malta prima di ottenere il passaporto. Mentre il valore degli immobili da acquistare come investimento per ottenere la cittadinanza è stato raddoppiato.

Il governo ritiene che questi cambiamenti renderanno lo schema accettabile per gli altri Stati membri dell’UE e presumibilmente per MoneyVal, che ha ancora dubbi sulla determinazione di Malta ad aderire alle normative sulla criminalità finanziaria. Anche la Camera di Commercio, delle Imprese e dell’Industria di Malta si ritiene soddisfatta dei cambiamenti apportati.