Non c’è colore politico a dividere i parlamentari europei maltesi nel contrasto all’introduzione di misure di armonizzazione fiscale che possano influire negativamente sulla competitività del Sistema Paese. L’eurodeputata nazionalista Roberta Metsola e il suo collega laburista Alfred Sant hanno convenuto che qualsiasi forma di tassazione comune consolidata avrebbe un impatto devastante sulle economie più piccole dell’Unione, come quella di Malta.

I due europarlamentari hanno ribadito la loro posizione comune anche di recente in occasione di un webinar organizzato dal Parlamento europeo per far luce su questioni amministrative, legali e politiche relative al bilancio UE e al Budget maltese.

Metsola ha alzato gli scudi contro possibili emendamenti alla manovra di bilancio europeo che potrebbero mettere a rischio la competitività delle piccole economie di nicchia come quella di Malta.

Sant ha riconosciuto lo stato della situazione attuale: “La grande maggioranza del Parlamento Europeo vuole l’armonizzazione fiscale per evitare l’elusione fiscale. Noi siamo contro ogni forma di evasione, ma a tal fine dovremmo spingere per la trasparenza fiscale e non per l’armonizzazione“.

A dimostrare le conseguenze negative per Malta di una tassa comune europea avanzata nel Common Consolidated Corporate Tax Base (CCCTB) è anche uno studio pubblicato dall’associazione Tax Justice Network (Rete di giustizia fiscale), i cui risultati mostrano che l’arcipelago potrebbe vedere dimezzarsi la propria ricchezza interna derivante da filiali di multinazionali registrate nell’isola.

Sempre secondo questo rapporto, le grandi economie europee come Germania, Spagna e Italia sarebbero i maggiori beneficiari di questi interventi, mentre Malta, Slovenia ed Estonia subirebbero la più grande emorragia di entrate da imposte societarie. Le perdite sarebbero invece limitate a circa un terzo delle entrate fiscali attuali per Repubblica Ceca, Portogallo e Svezia.